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Laurea magistrale in giurisprudenza: cosa fare dopo?

Commenti disabilitati su Laurea magistrale in giurisprudenza: cosa fare dopo? Studiare a Caserta

Si sente spesso dire che l’Italia è il Paese degli avvocati. Non più santi, poeti e navigatori: il Belpaese è terzo a livello europeo per concentrazione di avvocati, ossia per numero di avvocati ogni abitante.

Tanta dunque la concorrenza per chi vuole dedicarsi allo studio del diritto, ma c’è una buona notizia. Una laurea in giurisprudenza promette una valigetta completa di prospettive di carriera, che non si esaurisce con quella di legale.

Sia che tu stia cercando di prendere una decisione informata sulle tue scelte post-laurea, o che tu abbia appena conseguito il titolo di studio, è utile avere un’idea delle prospettive di carriera che hai a disposizione. Quindi, per tentare di rispondere alla domanda sfuggente “Cosa puoi fare con una laurea in giurisprudenza?”, abbiamo riportato di seguito alcune carriere tipiche che un laureato in giurisprudenza può aspettarsi al termine del percorso accademico.

Avvocato

Lo sbocco più prevedibile per chi intraprende questo percorso è quello dell’avvocatura. Questa scelta prevede un iter preciso: una volta conseguito il titolo di studio è necessario innanzitutto svolgere un tirocinio di 18 mesi presso uno studio legale.

Solo al termine di questo periodo sarà possibile partecipare al concorso nazionale richiesto per l’abilitazione alla professione, per poi iscriversi all’Albo degli avvocati. Una volta superato si può esercitare liberamente, sia in proprio che presso uno studio legale come associato.

L’esame previsto per l’abilitazione si compone di tre scritti e di un orale, che si tengono nel periodo compreso tra dicembre e settembre (dell’anno successivo). Superare la prova è estremamente complicato, tant’è che a malapena il 50% dei candidati riesce ad arrivare all’orale.

Notaio

Un percorso simile è previsto per chi desidera diventare notaio. Anche qui sono richiesti 18 mesi di praticantato presso uno studio notarile, di cui 12 continuativi. Ogni anno il Ministero della Giustizia bandisce un concorso nazionale, che prevede una soglia di accesso massima di 50 anni per un numero di posti limitato. Inoltre, è previsto un numero programmato di sedi notarili: ciò significa che non basta superare l’esame per poter svolgere la professione, ma bisogna rientrare in graduatoria.

La prova, che si svolge a Roma, è articolata in un esame scritto e in uno orale. Nella prova scritta il candidato sovrà svolgere tre testi: la redazione di un testamento, di un atto in materia di diritto civile e di un altro in materia di diritto commerciale. Anche l’orale affronta diversi argomenti. Qualora non si riuscisse a superare l’esame, è possibile ripresentarsi al concorso fino ad un massimo di cinque volte.

Quella notarile è una delle professioni più gettonate da chi si laurea in giurisprudenza, soprattutto in virtù dello stipendio raggiungibile. Se vuoi svolgere questa professione scopri quanto guadagna un notaio.

Magistrato

Diventare magistrato richiede invece un passaggio in più. Anche il concorso per diventare magistrati, che prevede un numero limitato di posti, viene bandito ogni due anni dal Ministero della Giustizia. Non basta però essere in possesso della laurea: i candidati, regolarmente iscritti all’Albo, dovranno aver concluso un dottorato di ricerca o frequentato la scuola di specializzazione per le professioni legali. Altrimenti, è possibile accedere al concorso anche al termine del completamento del tirocinio negli uffici dei tribunali.

Anche il concorso per la magistratura è articolato in tre scritti e un orale. Le materie oggetto dell’elaborato scritto sono diritto civile, penale e amministrativo. Stesso discorso per la prova orale, che prenderà in esame più discipline, dal diritto comunitario a quello internazionale, con riferimenti sia per il settore pubblico che per quello privato.

Attività stragiudiziale

Agli avvocati non iscritti all’albo non è comunque preclusa la carriera professionale. Senza l’abilitazione alla professione un avvocato può comunque svolgere attività stragiudiziale nel campo del recupero crediti, dell’arbitrato, della transazione. Può dunque redarre contratti, fornire consulenze che non sono finalizzate al successivo giudizio in tribunale, ma anche delle messe in mora.

A differenza di un avvocato iscritto all’Albo, l’avvocato stragiudiziale non può rappresentare i propri clienti in tribunale o assisterli in studio. Dovrà passare l’abilitazione per occuparsi delle procedure arbitrali rituali.

Giurista d’impresa

Il giurista d’impresa è una figura di grande importanza al fine di tutelare gli interessi legali dell’azienda che rappresenta. Per far ciò, si occupa di tutti quegli aspetti del diritto che coinvolgono gli affari. Sua la responsabilità di valutare le scelte politiche dell’azienda, con le eventuali conseguenze legali, e far rispettare all’azienda tutte le implicazioni giuridiche delle sue azioni.

Spetta a lui mettere al corrente l’impresa dei rischi, delle opportunità e delle ricadute aziendali correlate a nuove disposizioni e normative. Si occupa di redarre contratti, curare diatribe legali e contenziosi e fornire assistenza e consulenza legale a tutti i dipartimenti.

Carriere extra-legali

Grazie alla natura multidisciplinare del diritto e alle molteplici competenze trasferibili acquisibili con una laurea in giurisprudenza, gli studenti possono godere di un alto livello di occupabilità, attirando datori di lavoro da una varietà di settori. Alcuni dei campi in cui i laureati in giurisprudenza possono affermarsi sono:

  • Ruoli nella comunicazione e nel marketing. Le capacità di persuasione e comunicazioni possono essere un grande valore nei contesti che hanno a che fare con pubblicità, marketing, vendite, risorse umane e pubbliche relazioni. Potresti anche trovare una vocazione nel settore immobiliare se hai un interesse per la proprietà.
  • Ruoli aziendali e politici. Avendo acquisito capacità organizzativo e spiccate conoscenze in materia di affari, puoi specializzarti come formatore aziendale, o assumere un ruolo di guida aziendale come chief management officer, chief resource manager o responsabile sociale aziendale. In alternativa, puoi mettere le tue conoscenze al servizio della politica e delle attività governative.
  • Ruoli di controllo e revisione. I candidati con solide capacità matematiche e analitiche possono prosperare nel settore bancario, della revisione contabile, della gestione degli investimenti, della finanza e della contabilità. La tua formazione in giurisprudenza potrebbe essere sfruttata anche in conformità alla salute e sicurezza, nella gestione sanitaria e ospedaliera e nella sicurezza dei prodotti di consumo e nell’amministrazione degli standard professionali.
  • Ruoli nel giornalismo. Molti avvocati sono ottimi giornalisti per la loro attenzione ai dettagli, il naturale scetticismo, le capacità di scrittura e la conoscenza del complesso sistema politico e legale italiano.
  • Ruoli nelle risorse umane. Un passaggio alle risorse umane (HR) ha senso per molti avvocati in quanto richiede la capacità di applicare le leggi sul lavoro e mitigare i rischi relativi alla salute e alla sicurezza dei dipendenti.

Nonostante dunque la concorrenza, la laurea in giurisprudenza permette ancora oggi di poter accedere a molte opportunità di lavoro. I laureati in questo campo possono accedere a quasi tutti i concorsi nella pubblica amministrazione, oltre che poter avviare una professione come liberi professionisti.

Credits immagine: Depositphotos/AVFC

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