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Le 5 migliori ricette tradizionali casertane che dovresti provare

La cucina casertana ha radici storiche antiche che risalgono al periodo greco-romano, per poi arricchirsi, nel corso dei secoli, con le varie dominazioni straniere, come quella aragonese e francese.

Pur essendo dunque piuttosto eterogenea, la gastronomia casertana ha raggiunto un proprio equilibrio tra piatti a base di ingredienti rurali (pasta, verdure, formaggi) e piatti di mare (pesce, crostacei, molluschi). Una vasta varietà di ricette è influenzata dalla cucina aristocratica locale, come il timballo e il sartù di riso, piatti di pasta o riso che prevedono una preparazione molto elaborata e piatti della tradizione popolare realizzati con ingredienti poco costosi ma nutrizionalmente sani, come la pasta e fagioli e altri primi piatti a base di verdure.

Ecco le 5 migliori ricette tradizionali casertane che dovresti provare.

Cianfotta

La cianfotta può essere soprannominata come la versione campana della ratatouille francese: questo contorno estivo ricco di verdure prevede la cottura in un unico tegame, per un mix equilibrato ma gustosissimo. Esistono diversi nomi e varianti di questo piatto, tanto che possiamo dire che ogni famiglia abbia una sua ricetta. L’unica regola è che le verdure devono essere cotte tutte insieme, come se si trattasse di uno stufato.

Il grande punto a favore di questa ricetta è che si tratta di una pietanza facilissima da replicare in casa, adatta anche per pranzi dell’ultimo minuto. Tra le verdure da impiegare: melanzane, zucchine, peperoni (rossi e gialli), patate, pomodori, da guarnire con cipolle, origano, basilico e, ovviamente, olio extravergine d’oliva. Le verdure devono essere cotte a fuoco medio, avendo l’accortezza di aggiungere i pomodori 5 minuti dopo rispetto alle altre verdure. C’è chi preferisce aggiungere pezzi di manzo per una variante più “sostanziosa”, ma la ricetta classica è quella vegetariana.

Il piatto può essere servito caldo, ma è squisito anche freddo mangiato il giorno successivo, specie d’estate.

Gamberi alla Vesuviana

I gamberi alla Vesuviana sono un altro esempio di piatto che sfrutta pochi ingredienti, ben amalgamati, per dare vita ai sapori unici. Protagonisti di questa ricetta sono i gamberi freschi, sottoposti ad una cottura veloce per preservarne tutto il sapore. Questa preparazione si presta bene sia come vero e proprio secondo che come condimento per arricchire un primo.

Anche questa ricetta è piuttosto facile da preparare e non richiede particolari competenze tecniche. Per cominciare, bisogna provvedere alla pulizia dei gamberi, che devono essere privati della buccia, della testa e del filino nero dell’intestino. In una padella fate sciogliere il burro, dopodiché aggiungete cipolle e carote tritate finemente. Girate bene e fate dorare il tutto per 5 minuti a fuoco basso. Aggiungete prezzemolo tritato, sale e pepe. Unite i gamberi, lavati e sgusciati, versate il vino e cuocete per per 5 minuti a fuoco basso girando spesso in modo da far insaporire bene i gamberoni con il soffritto di carote e cipolla. Impattate i gamberi con il sugo di cottura e servite.

A ‘Mnestra ‘Mmaretata

La “minestra maritata” è uno dei piatti più celebri della tradizione campana ed uno di quelli che meglio la rappresenta. Qui, infatti, ingredienti poveri, provenienti dalla tradizione contadina, si esaltano in un connubio unico. La ricetta originale era figlia della fame e veniva realizzata sfruttando gli scarti che si avevano in casa, per questo nella pentola della zuppa maritata a “sposarsi” (maritarsi), ci sono tanti tipi di verdure e carne. Si tratta dunque di un piatto unico piuttosto sostanzioso, che viene proposto sulle tavole campane soprattutto in occasione delle feste comandate, Pasqua e Natale in particolare.

Anche qui, ogni famiglia campana è depositaria di una propria ricetta, tramandata di generazione e generazione. L’utilizzo di un ingrediente piuttosto di un altro è legato soprattutto alla disponibilità stagionale o locale. L’imperativo è comunque quello di mantenere l’equilibrio tra i diversi sapori della minestra, senza far prevalere un ingrediente a scapito di un altro.

Ogni versione ha però degli ingredienti insostituibili. Stiamo parlando di cavolo nero, cicoria e scarola da maritare con cotiche, piedino, puntine e salsiccia. Il procedimento per realizzare questa ricetta non è complicato, ma richiede molto tempo e pazienza. La base prevede la preparazione di un gustoso brodo di carne di maiale all’interno del quale vengono poi fatte cuocere anche le verdure donando alla ricetta il suo tipico sapore.

Per cominciare bisogna pulire la gallina dalle interiora e tagliare a cubetti la carne di manzo. Entrambi dovranno essere messi in una pentola con abbondante acqua, insieme a sedano, carote e cipolle. A questo punto si dovranno aggiungere le verdure a piacere, le costine e le salsicce. La pentola sovra restare sui fornelli a fiamma bassa almeno per quattro ore. Di tanto in tanto, sollevare il coperchio e rimuovere il grasso che affiora in superficie con una schiumarola. Una volta pronto il brodo, andrà tolta la carne e filtrato in un’altra pentola con un colino a trama fitta. Poi disossare la gallina e tagliare le salsicce a rondelle. A questo punto si possono finalmente unire le verdure e i vari tipi di carne nella pentola con il brodo che andrà riportato a ebollizione.

Questo piatto va servito necessariamente caldo, accompagnato da una spolverata di parmigiano grattugiato e pane condito da un filo d’olio.

Filetto di Maiale con Salsa Bianca

Il filetto di maiale con salsa al vino bianco, richiede decisamente meno tempo per la preparazione, pur restando una ricetta estremamente d’effetto. La salsa bianca non è altro che la salsa realizzata con un vino bianco rigorosamente secco, che crea un connubio perfetto con la morbidezza della carne.

Per iniziare, distribuisci un filo d’olio in una padella dai bordi alti e fari rosolare il filetto prima da una parte poi dall’altra. Sfuma con il vino bianco e aggiungi erbe aromatiche a piacimento, aggiustando con pepe e sale. Metti il coperchio e cuoci a fuoco basso per circa un’ora e mezza, fin quando la carne non sarà tenerissima. Una volta cotto, toglilo dalla padella e taglialo a fette. Filtra il fondo di cottura della pentola con un colino, aggiungendo farina e aggiustando con vino bianco all’occorrenza. Rimetti sul fuoco fino a formare una crema. Arricchisci le fette di filetto con la salsa e servi caldo in tavola.

Struffoli

Noti anche come “palline al miele”, questo dolce è uno dei più caratteristici sulle tavole festive del Sud Italia. Le sue origini si perdono nei secoli: pare che un piatto simile sia stato descritto da Archestrato, poeta greco di Gela, in Sicilia. Si chiamava enkris – una pallina di pasta fritta in olio d’oliva, che egli descrive in dettaglio nella sua Gastronomia.

Queste piccole palline fritte, croccanti fuori e morbide dentro, vengono realizzate con un impasto di burro, zucchero, uova e farina aromatizzato con liquore all’anice e scorza d’arancia. Esistono diverse varianti per la guarnizione, le più note prevedono l’impiego di zuccherini colorati, arancia candita, cedro candito, confettini argentati o ciliegie candite. Quello che non può mancare è però il miele.

L’unica cosa da ricordare è di formare le palline considerando con una grandezza un po’ più piccola di una biglia, perché quando verranno fritte si gonfieranno un po’. Sono spesso servite a Pasqua, soprattutto ancora calde.

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Le 7 cose che puoi imparare solo all’Università

I datori di lavoro si concentrano molto sulle competenze trasversali e, come laureato in cerca di un lavoro dopo l’Università, queste possono aiutarti a distinguerti, soprattutto se hai avuto un’esperienza lavorativa limitata. Le cosiddette “soft skills” sono spesso trasferibili da un lavoro all’altro e saranno utili per tutta la tua carriera, quindi è importante iniziare ad acquisirle il prima possibile.

Sebbene l’istruzione acquisita in classe sia senza dubbio importante, sfruttare ciò che è stato appreso sui libri e applicarlo alle diverse situazioni della vita quotidiana, rappresenta un’esperienza formativa completa. Tali lezioni, in realtà, non vengono insegnate nei corsi, ma sono apprese durante le esperienze nei corsi universitari, nella vita sociale e in altre attività quotidiane.

Una volta conseguito il titolo di studio, otterrai molto più di una laurea alla fine della tua carriera. Dunque, a cosa serviranno tutti quegli anni sui libri? Ecco le 7 lezioni che puoi imparare solo all’Università.

Lavorare in un ambiente di squadra

Lavorare in un ambiente di squadra è un’abilità di vita in sé e per sé. Imparare ad adattarsi a diverse personalità e ad accogliere diverse prospettive è un’abilità che richiede disciplina, maturità e pazienza. L’arte della collaborazione viene naturale ad alcuni, ma deve essere affinata e sviluppata in altri. Lavorare in un ambiente di squadra può favorire una maggiore produttività, consentendo a tutti di concentrarsi su ciò in cui sono bravi.

Le persone collaborano per affrontare compiti troppo grandi per essere completati in modo individuale. Affinché qualsiasi obiettivo o progetto di scala possa essere realizzato, il lavoro di squadra è fondamentale. Oltre ciò, la maggior parte delle posizioni lavorative richiede la collaborazione di squadra.

Gestione del tempo

L’Università può richiedere un impegno che va oltre il tempo a disposizione. Tra lezione, studio, corsi extracurriculari, relax e socializzazione, potrebbero non bastare le 24 ore giornaliere. Dire che la gestione del tempo è un’abilità pratica sarebbe un eufemismo. La capacità di organizzare correttamente il tuo tempo e rispettare un programma fitto di appuntamenti è fondamentale.

Quando dovresti studiare per i tuoi prossimi esami? Quando dovresti fare una pausa o un breve sonnellino per staccare dallo studio? Quanto tempo hai a disposizione tra una lezione e l’altra? Tra non molto, tutte queste incombenze si trasformeranno in: Quando hai tempo per memorizzare quella presentazione aziendale che devi tenere? Quando puoi passare al setaccio le e-mail prima della riunione aziendale? È un’abilità che dura tutta la vita.

Gestisci il tuo tempo creando un elenco di cose da fare, dando priorità ai tuoi studi rispetto al lavoro e alla vita sociale e stabilendo obiettivi e limiti di tempo in modo da utilizzarlo in modo efficace. Essere in grado di organizzare il tuo tempo potrebbe aiutarti a ottenere ottimi risultati sia all’Università che al lavoro.

Comunicazione

Se c’è qualcosa che si avvicina all’importanza dell’istruzione, è la comunicazione. Un forte comunicatore sa come adattarsi al pubblico, rappresentare un’idea, ispirare l’azione e guidare gli altri con successo. La comunicazione è una delle abilità di vita più importanti che puoi acquisire. È la comunicazione ad aiutarti non solo ad esprimere efficacemente le tue idee, ma anche ad influenzare e guidare gli altri.

L’Università è un ottima occasione per imparare come adattare il tuo linguaggio di comunicazione a un pubblico diverso. Imparerai a creare e-mail professionali e appropriate, come parlare con colleghi, superiori e altre personalità. Una buona comunicazione è importante in ogni aspetto della vita, non solo a scuola o negli affari.

Budgeting

L’Università può essere molto costosa e, anche con borse di studio, sovvenzioni e prestiti per risanare un po’ le finanze, potresti ritrovarti al verde. Questi anni possono mettere realmente alla prova la tua capacità di gestire le risorse, il cosiddetto “budgeting”. Probabilmente non sarai in grado di mangiare fuori tutte le sere, o andare a ogni singolo concerto, o acquistare ogni nuovo gioco pubblicizzato: dovrai scegliere e scegliere.

Dopo l’Università, potresti guadagnare uno stipendio più stabile, ma dovrai comunque bilanciare bollette, acquisti con carta di credito, generi alimentari, spese di trasporto, prestiti e altri obblighi finanziari. Il budget, come molte altre abilità in questo elenco, sarà parte integrante della tua vita.

Indipendenza e responsabilità

Frequentare l’Università è probabilmente la prima esperienza che ti rende completamente responsabile di te stesso. Nessun genitore ti riprenderà per dirti di fare i compiti, il che è tanto una benedizione quanto una maledizione. Sta a te stabilire una tabella di marcia, capire quando studiare e quando fare una pausa. L’indipendenza è una grande opportunità, ma richiede molta responsabilità.

Sei responsabile di cosa mangi, di quanto dormi, del tuo studio e del tuo lavoro. Si può essere tentati di mangiare solo pizza o procrastinare gli studi a metà semestre per un altro round di Netflix, ma a lungo andare le conseguenze delle tue scelte sbagliate ricadranno solo su di te.

Priorità e Multitasking

Questa abilità va di pari passo con la gestione del tempo. Con un programma così intenso, dovrai decidere a quale attività dare la priorità e quali sono quelle secondarie. Dovresti prima studiare per l’esame previsto tra due settimane o dedicarti a quella ricerca che devi consegnare tra due giorni?

Dovrai destreggiarti tra più esami diversi contemporaneamente o una manciata di progetti in scadenza nello stesso periodo. La gestione del tempo, l’assegnazione delle priorità e il multitasking ti manterranno a galla. Una combinazione di tutti e tre ti aiuterà anche nel mondo del lavoro. Hai più scadenze? Tempi di riunione contrastanti? È ora di assegnare le priorità!

Dedizione

L’Università può essere difficile, ma rispecchia esattamente le difficoltà della vita. Puoi sottrarti alle difficoltà e procrastinare o affrontare le sfide a testa alta e prendere il controllo. Questo richiede dedizione e perseveranza. Potrebbe esserci un articolo di 10 pagine in una lezione che non ti piace particolarmente su un argomento che ti annoia, ma dovrai comunque farlo.

Attraverso queste esperienze impari che la vita, sfortunatamente, consiste in molte cose che dovrai fare, anche se non vuoi. Riunioni noiose, pagare le bollette, andare al lavoro: sono tutti compiti nella vita che nessuno vuole svolgere ma, in quanto membri partecipativi della società, deve svolgere. È un peccato: abituati.

Non è mai troppo tardi per iscriversi all’Università e far proprie queste esperienze di vita. Se pensi che laurearsi a 40 anni sia un’impresa da saga fantasy sappi che ti sbagli di grosso: con Unicusano puoi laurearti senza sacrificare la tua vita lavorativa e personale e seguendo comodamente le lezioni sulla piattaforma e-learning. Contatta un nostro consulente per conoscere la soluzione giusta per te.

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Vuoi diventare project manager? Ecco le certificazioni più utili

Essere un project manager è una carriera gratificante. È un ruolo che ti dà l’opportunità di fare davvero la differenza per i profitti di un’azienda. Inoltre, è uno dei profili maggiormente richiesti nel mondo del lavoro al giorno d’oggi. Vediamo perché vale la pena investire nella formazione come project manager.

Cosa fa il Project Manager?

Potrebbe sembrare una domanda scontata, ma in verità può essere difficile definire il ruolo di un project manager. A volte, può sembrare che la vera domanda non sia “Cosa fa un project manager?” ma piuttosto “cosa non fa un project manager?”. Questo perché il suo ruolo lo rende coinvolto in tantissimi aspetti di un progetto aziendale, dalla sua progettazione alla sua attuazione. Le sue responsabilità includono aspetti concreti e tangibili come la pianificazione e il budget, oltre a cose meno quantificabili (ma non meno importanti) come fornire leadership e supporto morale.

Allo stesso modo, poiché l’esperienza e le competenze diventano importanti per la gestione di un progetto di successo quanto le qualifiche, può essere difficile definire chi è e chi non è un project manager. Volendo dare una definizione potremmo dire che il project manager, o responsabile di progetto, è la persona responsabile della gestione di un lavoro, dall’ideazione alla consegna. Si trova a gestire molti progetti su base regolare e sa come destreggiarsi abilmente tra le risorse per assicurarsi che vengano completati nel modo più efficiente possibile. Quindi, la figura del project manager non è limitata alle qualifiche o al background, ma si applica invece a chiunque si ritrovi a gestire progetti regolarmente.

Doveri e responsabilità del project manager

La gestione dei progetti gioca un ruolo centrale in molti settori. Ma mentre le metodologie possono variare, il ruolo stesso di un project manager rimane piuttosto coerente. Questo perché, che tu sia un project manager in ambito aziendale o un project manager nello sviluppo di software, alla fine avrai le stesse responsabilità: pianificare, supervisionare e consegnare un progetto. Indipendentemente dalla natura di quel progetto, deve essere completato con successo e nel modo più efficiente, dall’inizio alla fine.

Abbiamo suddiviso le responsabilità dei project manager in base alle diverse fasi del processo di gestione del progetto per ottenere una comprensione più completa di ciò che fanno i project manager e perché è importante.

Pianificazione del progetto (in accordo con gli obiettivi aziendali)

Fin dall’inizio, il project manager è responsabile della definizione dell’ambito del progetto e dell’allineamento con gli stakeholder per definire le aspettative. Questa è la parte in cui il project manager assicura che il progetto sia collegato a un obiettivo strategico più grande definendo le modalità in cui avrà successo.

Oltre a tutti questi elementi strategici, è qui che entrano in gioco le capacità di pianificazione. Il project manager delineerà il piano per il progetto sulla base dell’ambito e dei risultati concordati, compreso il budget del progetto, i requisiti delle risorse e la tempistica. Questa fase iniziale è è fondamentale per garantire che il lavoro funzioni senza intoppi e che tutti i partecipanti al progetto sappiano come muoversi.

Trovare risorse per il progetto

Una volta iniziata la pianificazione, il project manager deve prendere provvedimenti per realizzare il progetto. Per questo, avrà bisogno di tempo e denaro, le cosiddette “risorse”. Questo binomio è così importante da decretare il successo o il fallimento di un progetto: stando alle statistiche, il 21% dei progetti fallisce per “risorse limitate” e il 18% per “previsione delle risorse inadeguata”.

Questa fase è particolarmente complicata perché le risorse saranno sempre limitate: come PM, non avrai mai tanto a tua disposizione quanto vorresti. Con questo in mente, la responsabilità del project manager è di allocare le risorse limitate di cui dispone nel modo più intelligente ed efficiente possibile.

L’utilizzo di un software di gestione dei progetti è particolarmente utile per questo, perché consente ai project manager di avere piena visibilità dei carichi di lavoro di tutti, tenere traccia di tutte le risorse disponibili e identificare rapidamente dove si rischia di sforare il budget.

Gestire il progetto

Non importa quanto sia sapientemente pianificato e ben gestito un progetto, gli imprevisti sono sempre da considerare. I grandi project manager sanno aspettarsi l’inaspettato. Hanno svolto indagini di valutazione del rischio e sonno monitorare le risorse in modo da poter individuare potenziali colli di bottiglia prima che diventino problemi. Devono inoltre essere abbastanza equilibrati da rispondere in modo flessibile ai cambiamenti sul momento e quando ne hanno bisogno.

Motivare il team di progetto

Quando pensi alle responsabilità del project manager, probabilmente pensi ai classici tre. Quelli citati più volte: tempistiche, budget e risorse. Quelli sono, ovviamente, super importanti. Ma un  grande project manager non è solo organizzato e adattabile: è anche emotivamente intelligente.

L’intelligenza emotiva è ciò che consente ai migliori PM di capire cosa motiva ogni membro del team, consente loro di affrontare i conflitti e li aiuta a mantenere tutti i membri del team di progetto soddisfatti. E, poiché i dipendenti più felici sono il 13% più produttivi, è uno degli aspetti più importanti della descrizione del lavoro di gestione del progetto.

Consegna del progetto (nei tempi e nel budget)

Una delle responsabilità più evidenti del project manager? Consegnare il progetto nei tempi. Sembra semplice ma il successo della consegna del progetto dipende da molte altre parti che lavorano insieme. Quindi è responsabilità del project manager assicurarsi che tutto quanto sopra – la pianificazione, le risorse, la gestione, la motivazione – si traduca effettivamente nel progetto previsto, al momento giusto e nel giusto budget.

Come diventare project manager?

Dove dovresti effettivamente iniziare la tua formazione per diventare un project manager?

La tua carriera di project management può iniziare con il conseguimento di una laurea in amministrazione aziendale e poi il perfezionamento con un master in project management. Non avere un diploma in project management, tuttavia, non è uno svantaggio; ma studiare la materia quotidianamente in un contesto accademico può dare un marcia in più. Non è mai troppo tardi per passare ad una carriera adatta ai tuoi interessi.

Non dovresti mai iniziare a lavorare come project manager senza aver precedentemente scoperto i processi e gli strumenti comunemente usati nella gestione dei progetti. Devi sapere se sei in grado di utilizzare quelle tecniche e piattaforme prima di prendere parte a un progetto reale.

Man mano che avanzi nella tua carriera di project manager, sentirai la necessità di certificare le tue conoscenze in materia di gestione del progetto o ti verrà chiesto dal tuo datore di lavoro di seguire determinati corsi. Sebbene i certificati possano iniziare lentamente a perdere la loro importanza per i reclutatori, l’esperienza che otterrai durante i corsi di formazione e gli esami è indispensabile.

Avere una certificazione come project manager è un vantaggio, ma una vasta conoscenza ed esperienza nel campo sono più importanti per il successo di un progetto. Potresti avere molte più certificazioni di tanti altri, ma senza una vera conoscenza o esperienza lavorativa nella gestione dei progetti, sarai meno competitivo agli occhi di un potenziale datore di lavoro.

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Quali sono gli esami più difficili di ingegneria (e come superarli)

Ingegneria è probabilmente tra le facoltà più impegnative, tanto da registrare un tasso di abbandono dei suoi studenti di circa il 50%. Ci sono degli esami che sono dei veri e propri incubi per gli studenti di ingegneria, difficilissimi da passare alla prima prova. Per questo gli studenti Unicusano di ingegneria sanno bene che il percorso richiede impegno e sacrificio. Abbiamo raccolto gli esami più temuti dagli studenti della facoltà di ingegneria.

Analisi Matematica 1

Per chi non hai fatto lo scientifico o non ha solide basi in matematica è decisamente l’esame più impegnativo del primo anno di ingegneria. Il programma d’esame approfondisce tutti quegli argomenti di matematica che vengono discussi durante l’ultimo triennio alle superiori: gli insiemi, le successioni e le serie, i numeri complessi, le derivate, gli integrali, ma soprattutto lo studio delle funzioni e i limiti.

Se pensate che possa essere superato “soltanto” imparando tutte le regole a memoria vi sbagliate di molto. Con questa materia dovrete infatti rassegnarvi a fare tantissimi esercizi. Il motivo dell’importanza di quest’esame è che richiede delle competenze che saranno alla base dei successivi moduli: introduce dei concetti fondamentali senza i quali sarà impossibile la comprensione delle altre materie.

Non esiste una ricetta valida per tutti per superare l’esame. Trovare il giusto metodo di studio è senz’altro il modo più efficace per apprendere: specialmente in questo corso sarà in grado di andare avanti solo chi è in grado di capire il ragionamento che sta dietro alle formule e ai teoremi.

Fisica

Fisica è appunto uno di quei moduli per i quali sono richieste solide basi matematica. Gli argomenti del programma spaziano dalla meccanica alla termodinamica, includendo principi di cinematica e meccanica, elettrostatica e magnetostatica. Anche qui vale lo stesso consiglio già suggerito: prendi appunti durante ogni lezione e ripassali subito dopo. Studia quotidianamente ciò che impari in modo da fissare nella memoria quanto assimilato, anche una piccola revisione quotidiana di pochi minuti può essere utile per aiutarti a padroneggiare i concetti. Non cercare di memorizzare ma concentrati invece sulla comprensione. Se hai difficoltà con determinati concetti, capitoli di libri di testo o esercizi a casa, prova un corso online che ti aiuterà ad affrontare l’argomento da una prospettiva diversa per studiare secondo i tuoi ritmi.

Analisi Matematica 2

Il corso di Analisi 2 sviluppa temi più avanzati della matematica, tra cui le successioni e serie di funzioni, la geometria differenziale elementare o il calcolo delle integrali, molti dei quali dotati di significative applicazioni fisiche. Questo modulo prevede dunque un approccio molto più concreto e pragmatico, finalizzato  alla comprensione della tipologia del problema e della comprensione degli eventuali ambiti di applicazione.

Realizzare riassunti o schemi dei punti chiave previsti da ciascun argomento aiuta a inquadrare meglio i passaggi principali. Allo stesso modo, una buon metodo per sconfiggere l’ansia e arrivare preparati alla sessione d’esame è quello di assistere agli esami degli altri studenti, per poter avere una panoramica degli argomenti affrontati e delle domande dei professori.

Scienza delle costruzioni

Prevista in molte facoltà di ingegneria, Scienza delle costruzioni si occupa di costruire e utilizzare modelli fisico-matematici e sperimentali che descrivano il comportamento statico e dinamico della struttura resistente di un manufatto e delle sue componenti sotto l’effetto di varie azioni o sollecitazioni (forze esterne, variazioni termiche, eventi sismici ecc.). Come tale, il suo fine prevalente è quello di sviluppare una mentalità operativa che porti a riconoscere, impostare e risolvere problemi di resistenza delle strutture.

Il programma richiede lo studio della meccanica delle travi, l’analisi dello stato di sforzo e la verifica della resistenza in diversi contesti. Il programma è molto vasto e, a detta di diversi studenti, la parte teorica e quella esercitativa possono essere affrontate separatamente, perché i concetti teorici che servono sono pochi e lo scritto si può preparare anche meccanicamente. Per affrontare gli esercizi servono tuttavia conoscenze matematiche non scontate, che richiedono dimostrazioni proprie dell’Analisi II. Il consiglio principale è quello di seguire tutte le lezioni ed esercitarsi parallelamente a casa: gli esercizi richiedono ore di allenamento giornaliero ed è possibile affrontarli solo se si hanno solide basi matematiche.

Metodi analitici e numerici per l’ingegneria

Grande scoglio per chi è iscritto ad ingegneria meccanica o energetica, l’esame in Metodi analitici e numerici introduce i principali strumenti matematici e numerici per l’analisi e l’approssimazione dei problemi che gli studenti possono trovarsi ad affrontare.

Esempi possono essere il calcolo delle deformazioni in semplici strutture monodimensionali, il calcolo delle frequenze proprie di alcuni sistemi meccanici, piuttosto che l’analisi termica di semplici travi, pilastri.

La complessità e la vastità della materia, che compendia tutte le conoscenze apprese nei corsi di analisi I e II, spiega perché siano pochi gli studenti a passarlo al primo tentativo.

Gli esami più difficili sono per definizione quelli sui quali ci si trova maggiormente in difficoltà. Se questa appare come una tautologia, possiamo dimostrare il contrario: la difficoltà, reale o percepita, nell’affrontare lo studio per un esame, dipende interamente dallo studente, dalle sue capacità tecniche e cognitive, dalla sua logica e dalla preparazione pregressa.

In altri termini, la difficoltà di un esame dipende dalle capacità sviluppate in precedenza: tanto maggiore è la propria esperienza e la capacità di distribuire lo studio secondo uno specifico piano di avanzamento, tanto minore sarà la fatica necessaria per superare l’esame.

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Come guadagnare mentre si studia? I lavori da fare

Se stai studiando, può essere difficile trovare un lavoro che si adatti al tuo programma. Gli studenti gravitano naturalmente verso il tradizionale lavoro nel fine settimana o il part-time nella vendita al dettaglio. Ma molti stanno iniziando a trovare altri modi per finanziare il proprio stile di vita senza dover assumere ruoli tradizionali. Prendi in considerazione questi modi imprenditoriali per arrotondare il tuo conto bancario senza dover interferire con studio e lezioni.

Autista Uber

Possiedi un’auto a quattro porte prodotta meno di 10 anni fa? Puoi essere un valido autista per Uber. La società di rideshare peer-to-peer ha consentito a milioni di persone di mettersi in proprio, lavorando e facendosi pagare come preferiscono. È particolarmente conveniente per gli studenti, che vi possono dedicare anche due ore al giorno in quanto non esistono turni prestabiliti. Per massimizzare i tuoi guadagni,puoi mettere a disposizione la tua auto quando le tariffe sono maggiori, come ad esempio durante i festivi o il sabato sera. Divetnare autista Uber è molto facile: basta avere la patente da almeno 3 anni, non avere precedenti penali e non aver avuto sospensioni della patente di recente. Non è nemmeno necessario aprire la partita IVA.

Food Rider

Se sei troppo giovane per guidare per Uber, ma sei comunque interessato ad avere il pieno controllo dei tuoi ritmi lavorativi, fornire cibo da asporto per un’azienda come UberEats o Deliveroo potrebbe essere l’alternativa perfetta. Se possiedi una bicicletta (o una moto) e uno smartphone hai tutto ciò di cui hai bisogno per guadagnare qualche soldo extra consegnando cibo durante il tuo tempo libero. Iscriviti a società specializzate in consegne come Deliveroo che sono sempre a caccia di nuovi rider. Ti consentono una flessibilità totale per lavorare quando vuoi, consegnando il cibo dal ristoratore alla porta dei clienti. Puoi iniziare a 18 anni e non è necessario avere la patente. Se vai in bicicletta, avrai il vantaggio di fare esercizio mentre lavori.

Influencer su Instagram

Il digitale ha aperto nuovi scenari lavorativi a chi vuole arrotondare o intraprendere una nuova professione. Gli inserzionisti adorano Instagram perché è uno dei pochissimi modi in cui possono commercializzare efficacemente ai consumatori più giovani. Se si pensa che nel solo 2019 il social di Zuckerberg ha monetizzato 20 miliardi di dollari in entrate pubblicitarie, è facile capire perché in molti vi si dedichino a tempo pieno. Se puoi contare su un account da almeno 5.000 followers, puoi iniziare a pensare di avere delle entrate tramite la pubblicazione dei tuoi post. La chiave è trovare la tua nicchia. Dopodiché puoi proporti alle aziende per avviare delle collaborazioni come influencer. Se hai intenzione di lavorare nei media dopo l’università, questo è un ottimo modo per acquisire esperienza nel settore.

Gestisci i social media per una piccola impresa

Sebbene i social media siano diventati una caratteristica fondamentale presso molte aziende, molte piccole imprese semplicemente non hanno il tempo o il know-how per gestire con successo i propri account sui social media. Mettiti in contatto con un’azienda locale e offriti di pubblicare post su Facebook e Instagram per loro, oltre a rispondere a commenti, messaggi, ecc. Potresti negoziare una tariffa mensile contrattata e poi allargare le tue mansioni.

Affiliate Marketing

Se hai una buona presenza sui social media o forse hai anche un blog o un sito web, puoi iniziare a guadagnare immediatamente con l’affiliate marketing. L’idea alla base è quella di promuovere i prodotti di altre persone, spesso attraverso una rete di affiliati, guadagnando una commissione se le persone finiscono per acquistare grazie al tuo marketing. Si basa sulla compartecipazione alle entrate. Se hai un prodotto e vuoi vendere di più, puoi offrire ai promotori un incentivo finanziario attraverso un programma di affiliazione. Se non disponi di un prodotto e desideri guadagnare, puoi promuovere un prodotto che ritieni abbia un valore e ricavarne un reddito come affiliato di marketing. La stessa Amazon mette a disposizione un programma di affiliazione per guadagnare su commissione fino al 12%.

Attingi al tuo talento naturale

Potresti avere un talento per la cucina, il trucco, lo stile o l’arte. Sfruttare un tuo talento naturale può essere un grande modo per arrotondare e probabilmente ti divertirai anche a farlo. Inizia a proporti come truccatore o stilista freelance e a promuoverti sui social media per trovare le prime commissioni. Finché sei pronto a rinunciare a un po’ del tuo tempo libero, è un ottimo modo per guadagnare velocemente. Potresti persino portare il tuo talento su YouTube e monetizzarlo attraverso gli annunci, ma prima dovrai impegnarti per creare un pubblico coinvolto e far sì che gli inserzionisti possano posizionare i loro prodotti nei tuoi video.

Diventa un Mystery Shopper

Le aziende grandi e piccole sono sempre alla ricerca dei cosiddetti Mystery Shopper per valutare il servizio e la qualità dei loro negozi. Il lavoro prevede di effettuare un acquisto – normalmente nella vendita al dettaglio o nell’ospitalità – e poi riferire la tua esperienza. Se hai buone capacità di comunicazione verbale e scritta, una buona memoria e sei affidabile, puoi metterti in contatto con un’agenzia. È un modo unico per guadagnare un po’ di soldi extra se sei appassionato di shopping!

Apri un conto di risparmio ad alto rendimento

Parlando di reddito passivo, se sei abbastanza fortunato da avere già dei soldi in banca (o in posta), uno dei modi più sicuri, e più semplici, per fare soldi è avere un rendimento su ciò che hai già risparmiato. Passando a una banca che offre tassi di interesse più elevati, vedrai aumentare il saldo del tuo conto semplicemente risparmiando. Questa è anche un’ottima opzione se hai appena aperto un conto di risparmio e potrebbe motivarti a mettere da parte di più!

Suggerimento bonus: riduci le spese

Pensa a questo come a un consiglio utile da sfruttare a prescindere dal metodo che utilizzi per arrotondare mentre studi. Uno dei modi migliori per avere dei soldi in tasca è tenerli lì in primo luogo! Cerca di risparmiare cucinando i tuoi pasti invece di mangiare fuori, oppure contatta il tuo operatore di telefonia mobile per vedere se puoi ottenere una tariffa migliore sul tuo piano telefonico. Molti negozi e servizi offrono anche sconti agli studenti, inclusi parrucchieri, ristoranti, film e negozi al dettaglio, in modo da non dover rinunciare completamente alle cose che ami del tuo stile di vita. Pensa in modo intelligente e fai le tue ricerche prima di acquistare in maniera compulsiva e sarai sicuro di poter risparmiare un sacco di soldi.

 

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Cos’è e a cosa serve l’INAIL? La guida completa

La tutela e la sicurezza sul posto di lavoro sono di grande importanza nell’ordinamento di una nazione, come la nostra, fondata sul lavoro. Ad occuparsene spetta all’INAIL, un ente pubblico istituito su base volontaria nel 1883 e istituzionalizzato nel 1898, oggi di grande rilevanza anche sul piano della prevenzione.

Di cosa si occupa l’INAIL?

L’Istituto Nazionale Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro è un Ente pubblico non economico, che gestisce l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

L’intervento dell’INAIL parte già dalla prevenzione attiva, con lo studio delle situazioni a rischio e gli interventi di prevenzioni sul posto di lavoro, fino alle prestazioni sanitarie ed economiche in caso di infortunio, alle cure, alla riabilitazione a al reinserimento nella vita sociale e lavorativa.

Al fine di ridurre la diffusione degli incidenti in ambito lavorativo, l’INAIL prumuove la ricerca finalizzata alla prevenzione e alla sicurezza sul posto di lavoro, ma anche il monitoraggio continuo dell’andamento dell’occupazione e degli infortuni. Non mancano iniziative sul piano della formazione e consulenza in materia di prevenzione alle piccole e medie imprese e agli organi di controllo.

L’assicurazione è obbligatoria?

Tutti i lavoratori sono tenuti ad assicurarsi contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Si tratta infatti di un’assicurazione sociale obbligatoria diretta a tutelare il lavoratore compre previsto dalla Costituzione (art. 38, comma 2) e disciplinata dal Testo Unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali approvato con d.p.r. 30 giugno 1965, n. 1124 e ss.mm.ii., così come integrato dal D.lgs. n.38/2000.

In caso di infortunio o malattia che costringa il lavoratore a sospendere il lavoro, quest’ultimo può usufruire di prestazioni sanitarie relative alle prime cure, prestazioni economiche e forniture di apparecchi di protesi.

Al contempo, l’assicurazione esonera il datore di lavoro dalla responsabilità civile conseguente all’evento lesivo subito dai propri dipendenti, salvo i casi in cui, in sede penale o, se occorre, in sede civile, sia riconosciuta la sua responsabilità per reato commesso con violazione delle norme di prevenzione e igiene sul lavoro.

Come funziona l’ssicurazione?

Il pagamento del premio assicurativo spetta al datore di lavoro, all’artigiano senza dipendenti o al lavoratore autonomo dell’agricoltura.

Il sistema introdotto dal decreto legislativo 38/2000 prevede il versamento annuale di una somma che viene calcolata moltiplicando il tasso corrispondente all’effettivo rischio cui sono sottoposti i soggetti assicurati ed un millesimo delle loro retribuzioni complessive. Le tariffe variano in base all’attività lavorativa svolta ed al settore di appartenenza. L’INAIL le suddivide in quattro macrogruppi: artigianato, industria, terziario, altre attività.

Il versamento del premio assicurativo è necessario per far sì che l’INAIL possa assumersi l’onere economico di sostenere i lavoratori sia per quanto riguarda l’inabilità temporanea assoluta (cioè il periodo di astensione dal lavoro), sia l’eventuale invalidità permanente residuata.

Per verificare che il premio assicurativo venga effettivamente versato, l’INAIL effettua delle verifiche anche con il coordinamento dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), del Servizio per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro (SPSAL), delle Direzioni regionali del lavoro, direzioni territoriali del lavoro e dei carabinieri del nucleo per la tutela del lavoro e alla Guardia di finanza per accentrare l’attività ispettiva nei confronti delle aziende.

Anche qualora il datore di lavoro (tenuto per legge) non procede al versamento dei premi di assicurazione, il lavoratore può comunque accedere alla tutela da parte dell’INAIL. Il pagamento del premio esonera in genere dalla responsabilità civile il datore di lavoro, tenuto a risponderne solo in caso di colpa riconosciuta con sentenza definitiva del giudice.

E gli infortuni domestici?

A partire dal 2001 l’INAIL ha esteso la sua tutela anche a casalinghe, studenti, pensionati e cittadini senza occupazione, tenuti ad assicurarsi per un importo fissato in € 24,00 annui.

La polizza assicurativa contro gli infortuni domestici si rivolge a tutte quelle persone,  donne e uomini tra i 18 ed i 67 anni, che svolgono, a titolo gratuito e senza vincolo di subordinazione, un’attività rivolta alla cura dei componenti della famiglia e dell’ambiente in cui dimorano, in modo abituale ed esclusivo. All’interno di una stessa famiglia possono sottoscrivere l’assicurazione più persone (ad esempio: madre e figlia).

Anche i lavoratori stagionali o che svolgono un’attività lavorativa che non copre l’intero anno, sono tenuti a versare il premio assicurativo nei mesi in cui restano scoperti dall’assicurazione lavorativa. Tuttavia, la quota deve essere versata per intero, anche se la copertura assicurativa è valida solo nei periodi in cui non è svolta altra attività lavorativa.

Lo Sportello Virtuale Lavoratori presente sul sito dell’INAIL, consentirà agli infortunati di consultare in tempo reale i dati anagrafici, lo stato della pratica, le modalità di pagamento, i pagamenti e il Cud.

Se desideri specializzarti nell’ambito della tutela dei lavoratori, Unicusano ha attivato un Master di I livello in Diritto del lavoro, indirizzato ai professionisti del settore, quali avvocati, consulenti del lavoro, commercialisti, sindacalisti, direttori del personale, nonché addetti alla gestione delle risorse umane e alle relazioni industriali e funzionari pubblici.

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Cosa NON scrivere nel CV? Gli errori da evitare

Cercare di fare una buona prima impressione può essere eccezionalmente difficile e, abbastanza spesso, i migliori candidati inciampano al primo ostacolo della ricerca di lavoro commettendo errori banali nel loro CV.

Il tuo CV deve essere perfetto se vuoi avere una possibilità di ottenere il lavoro per cui ti stai candidando. Un “CV perfetto” è quello che soddisfa tutte le esigenze richieste lasciando un’ottima prima impressione all’esaminatore. Un CV contenente anche il più piccolo errore, nel frattempo, può indicare una mancanza di attenzione ai dettagli e alla professionalità  – entrambe qualità molto ricercate dai datori di lavoro.

Abbiamo messo insieme un elenco delle insidie ​​più comuni e suggerimenti su come evitarle nel CV.

Errori di ortografia e cattiva grammatica

Una mancanza di attenzione ai dettagli potrebbe affossare il tuo CV altrimenti perfetto. Il controllo ortografico non sempre individua gli errori linguistici, poiché non è in grado di rilevare l’uso improprio di tempi verbali o di verbi non concordanti con il soggetti, quindi vale sempre la pena chiedere un’occhiata esterna che possa individuare gli ultimi errori. Leggere il CV ad alta voce può aiutare nell’individuare gli errori e nel rendere il testo più fluido e scorrevole.

Concentrarsi sui doveri piuttosto che sui risultati

Piuttosto che annoiare l’esaminatore con lunghe descrizioni delle tue mansioni, attira l’attenzione sui risultati. Pensa a campagne di successo, nuove procedure, aumenti delle vendite e al valore specifico che hai apportato nei tuoi ruoli attuali e precedenti.

Quantificare i tuoi risultati con numeri mostra ai responsabili delle assunzioni quanto sei bravo in quello che fai, e può essere proprio quest’aspetto a farti avere un riscontro positivo. Tuttavia, non tutti le mansioni hanno risultati misurabili, ma puoi portare degli esempi pratici in cui hai influenzato positivamente la tua sfera lavorativa coi quali puoi stupire il tuo nuovo datore di lavoro.

Formato scadente

A meno che tu non stia cercando un ruolo come web designer, il tuo CV non dovrebbe essere un’opera d’arte. Certo, Great Vibes è un bellissimo font, ma ci sono due problemi con l’utilizzo di caratteri insoliti come questo nel tuo CV: uno, può essere difficile da leggere e, due, non è supportato su tutti i software di elaborazione testi.

A proposito di caratteri, evita di utilizzare più di due diversi stili di carattere nel tuo CV e mantieni la dimensione del carattere tra 10pt e 12pt. Detto questo, i titoli delle sezioni possono essere grandi fino a 16pt e il tuo nome nella parte superiore del documento può essere grande fino a 22pt.

Un carattere sofisticato su un design pulito è tutto ciò di cui hai bisogno. Assicurati che sia facile da leggere sullo schermo (anche da mobile) e che sia salvato come file riconosciuto che possa essere aperto come allegato e-mail, come ad esempio un documento Word o PDF.

Inserire cliché

Il tuo CV è pieno di cliché privi di significato e di frasi abusate come “apprendo velocemente” e “lavoratore infaticabile”? In tal caso, dovrai rimuoverli e offrire invece esempi che dimostrino quanto tu possa essere un impiegato veloce e un gran lavoratore.

Questi tipi di frasi sono anche molto abusati in generale, quindi hanno perso la maggior parte del loro significato. L’unica eccezione è se un annuncio di lavoro menziona specificamente una di queste frasi. In tal caso, dovresti includerle.

Presentarsi come “tuttofare”

Assicurati di adattare il tuo CV a ogni ruolo per cui ti candidi. Elenca abilità, responsabilità e risultati che sono specificamente correlati soltanto a quel lavoro. Evita l’approccio “taglia unica” e adattati alle esigenze specifiche dell’azienda per la quale ti candidi.

In altre parole, semplicemente non puoi permetterti di non adattare il tuo CV al lavoro per cui ti stai candidando. In questo modo, mostrerai al responsabile delle assunzioni che la tua esperienza e le tue qualifiche corrispondono ai requisiti del lavoro.

L’unico momento in cui va bene usare un CV generico è quando non sei in grado di adattarlo a un lavoro specifico, come quando carichi il tuo CV su un database online. Anche in questo caso, tuttavia, dovrebbe comunque mirare a parole chiave specifiche correlate alla tua professione e al tuo settore.

Divario occupazionale

l divario tra lavoro e disoccupazione può essere visto in modo negativo. Tuttavia, questi periodi possono essere messi a frutto per specializzarsi e sviluppare abilità trasferibili chiave. Raggruppare ruoli simili sotto titoli come “freelance” o “formazione” e indicare lunghi periodi di viaggio è molto meglio che lasciare spazi vuoti.

Non importa quanto tu voglia il lavoro, non va mai bene mentire sul tuo CV, che si tratti di esagerare le tue qualifiche, allungare le date di lavoro o fabbricare completamente una posizione che non hai mai ricoperto. La verità ha l’abitudine di venire alla luce alla fine, mettendo a rischio non sono la tua integrità e credibilità, ma anche il tuo stesso lavoro. 

E ricorda: il tuo CV non dovrebbe essere un romanzo. Se il datore di lavoro non è convinto dopo due pagine, è probabile che non sarà persuaso nemmeno nelle successive quattro. Sii conciso e ricorda che meno è spesso di più.

 

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Vuoi imparare a risparmiare? 6 consigli per studenti universitari

Essere uno studente può risultare più costoso del previsto. Il tempo da dedicare agli studi rende quasi impossibile poter lavorare a tempo pieno, ma l’università comporta una spesa annua di migliaia di euro tra retta, libri di testo e materiali didattici. Ciò rende difficile gestire le finanze, figuriamoci risparmiare soldi come studente.

La buona notizia è che ci sono alcuni semplici modi in cui gli studenti possono spendere di meno e risparmiare di più, senza dover fare troppi sacrifici. Questo post elenca come risparmiare denaro tra una lezione e l’altra in 6 modi diversi.

Registra entrate e uscite

Ciò che può essere calcolato può essere gestito. Stabilire un budget mensile è il primo passo per mantenere il controllo delle proprie finanze. Il budget ti offre una visione d’insieme dei tuoi soldi, in modo da poter prendere decisioni informate sulla spesa e sul risparmio.

Crea un foglio di calcolo e confronta le entrate e le uscite di mese in mese. Le entrate sono maggiori delle spese? Grande! Assicurati di risparmiare denaro ogni mese. Se sei in rosso (spese maggiori del reddito), ti consigliamo di pensare a come ridurre la tua spesa o trovare altre entrate. 

Fortunatamente, la tecnologia ha reso la gestione del budget meno impegnativa. Non passiamo più ore al tavolo della cucina a compilare fogli di calcolo: le moderne app di budget planning si collegano al tuo conto bancario e monitorano automaticamente le spese. Hai solo bisogno di rivedere occasionalmente i numeri e regolare le categorie.

La migliore app per il budget per gli studenti Budget Casa. Disponibile su Android e iOs permette di tener traccia di spese e fatture con i bilanci della contabilità perfettamente integrati in un’unica applicazione. Il semplice monitoraggio di quanto spendi può renderti più consapevole di dove stanno andando i tuoi soldi e aiutarti a identificare eventuali cambiamenti nella gestione. 

Fare un budget è la parte facile. Successivamente, devi metterlo in azione. Ma ricorda: un budget non è un piano fisso. Al contrario, deve essere dinamico. Quindi aggiornalo quando le cose cambiano.

Compra, scambia e vendi, compreso il materiale scolastico

Nella cultura consumistica in cui viviamo, si è tentati di volere tutto e subito. Resistere alla tentazione di spendere in modo frivolo è il modo migliore per risparmiare denaro. Ma, ovviamente, non puoi evitare di acquistare certe cose. Quindi, quando hai bisogno di spendere, prendi degli accorgimenti per contenere la tua spesa.

Cercare l’usato, dai vestiti ai mobili di casa, fino al materiale scolastico, è un ottimo modo per risparmiare. Nonostante la rivoluzione digitale, molti studenti devono ancora acquistare montagne di libri di testo che, in alcune facoltà, possono arrivare a costare centinaia di euro.

Invece di acquistare nuovi libri di testo, puoi cercarne di usati su Ebay, sui forum e gruppi Facebook della tua facoltà, oppure su portali specifici come Libraccio. Puoi facilmente risparmiare dal 50% all’80% e molti libri di testo di seconda mano sono usati raramente. Dopo aver dato l’esame, puoi rivenderli sugli stessi siti, rientrando in parte, se non del tutto, della spesa.

Vale la pena ripeterlo: dovrai distinguere tra le cose di cui hai bisogno e le cose che desideri. Se vuoi spendere soldi per un “desiderio”, controlla prima il tuo budget e vedi se puoi permettertelo. Non prendere decisioni di acquisto d’istinto senza pensare alle conseguenze.

Prepara i pasti in anticipo

Acquistare il pranzo al bar universitario può anche essere pratico e veloce, ma è costoso e alla lunga incide notevolmente sul bilancio. Piuttosto, trova ricette che si prestano ad essere congelate e prepara più porzioni ogni domenica (o in qualsiasi giorno tu abbia tempo). Puoi anche cucinare un pasto più abbondante tutti i giorni e riporre ciò che avanza nei contenitori Tupperware. Ti basterà poi scongelarli la sera prima per avere un pranzo pronto come se avessi cucinato a casa.

Facendo la spesa all’ingrosso e preparando i pasti da te, non solo potrai risparmiare cifre considerevoli, ma avrai un maggior controllo sulle porzioni e gli ingredienti utilizzati, cosa che ti permetterà di mangiare in maniera più sana. La spesa all’ingrosso ti aiuta a ottenere il massimo valore da ogni acquisto. Fai la spesa con gli amici e compra pacchi di famiglia. Separa il cibo in sacchetti di plastica e metti gli extra nel congelatore per la volta successiva.

Pianificando i tuoi pasti per la settimana successiva, saprai esattamente gli ingredienti che devi acquistare. Crea una lista della spesa e fai acquisti strategicamente. Acquista solo ciò di cui hai bisogno. Questo aiuta anche a ridurre lo spreco di cibo alla fine della settimana.

Un’altra alternativa può essere quella di frequentare la mensa universitaria, che può prevedere agevolazioni consistenti per gli iscritti, soprattutto in fascia di reddito bassa.

Conosci le tue agevolazioni

In qualità di studente, avrai diritto a una serie di sconti e agevolazioni su mezzi pubblici, film, cibo, elettronica e vendita al dettaglio negli esercizi commerciali convenzionati. Queste offerte non sono sempre pubblicizzate, quindi tieni a portata di mano la tessera dello studente.

Se hai bisogno di acquistare qualcosa di specifico, assicurati di partire da Google. Inizia cercando sul motore di ricerca il nome del prodotto seguito da “studenti”. Ad esempio, “Studenti di Adobe Photoshop” che ti rimanderà alla pagina degli sconti per studenti e insegnanti.

Analogamente, anche eventi e mostre nelle grandi città prevedono agevolazioni, se non esenzioni, per gli studenti universitari.

Sii creativo nelle relazioni sociali

Uno dei maggiori costi non essenziali per gli studenti è la vita sociale. La maggior parte delle attività sociali costa denaro, ma ci sono anche modi economici per divertirsi.

Invece di andare al ristorante, perché non fare un picnic nei giardini botanici? Piuttosto che andare al cinema con gli amici, perché non guardare qualche classico su Netflix a casa tua? Invece di andare in città il venerdì e il sabato sera, perché non andare in campeggio col car sharing?

Riuscirai comunque a divertirti, ma otterrai un’interazione più personale socializzando nel tuo spazio, piuttosto che in un luogo dove rischieresti di spendere più del dovuto. Inoltre spenderai meno tempo e denaro cercando di tornare a casa: è davvero una vittoria sotto tutti i punti di vista.

Avere almeno un giorno “senza spesa” ogni settimana

Trascorrere una giornata senza spendere è incredibilmente semplice e sorprendentemente difficile. Quando ti fermi a pensarci, probabilmente spendi soldi per almeno una cosa ogni giorno, anche se piccola come un biglietto dell’autobus o uno spuntino mentre sei in giro.

Esercita un po’ di autocontrollo e cerca di avere almeno un giorno senza spendere ogni settimana. Ci vorrà una pianificazione anticipata (come acquistare precedentemente il cibo al supermercato), ma l’impatto psicologico di imparare a non spendere soldi ti aiuterà a diventare molto più attento alle spese sul lungo termine.

Tra costi di affitto, bollette e spese varie, è importante risparmiare denaro in ogni modo possibile. Ci sono una serie di piccoli e spesso entusiasmanti cambiamenti che puoi fare nella vita per avere le tasche piene. Spendere e risparmiare denaro con saggezza è possibile, a prescindere dal tuo lavoro. 

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Le 5 cose da sapere prima di iscriverti a scienze politiche

Se già Aristotele definiva la politica come la “scienza maestra” c’è più di un motivo. La politica è ovunque intorno a noi e influenza tutti gli aspetti della vita umana: cosa possiamo fare, cosa possiamo dire, dove possiamo vivere, anche cosa possiamo mangiare.

Entrando più nello specifico, la scienza politica è lo studio della natura, delle cause e delle conseguenze delle decisioni e delle azioni collettive intraprese da gruppi di persone radicate in culture e istituzioni che strutturano potere e autorità. A causa del suo carattere ampio, la scienza politica si sovrappone ad altre discipline tra cui economia, sociologia, psicologia, antropologia e comunicazione.

Un tipico studente di scienze politiche imparerà a conoscere la democrazia e altre forme di governo, le tipologie di leadership, l’influenza delle organizzazioni non governative nella politica mondiale, la formazione dell’opinione pubblica, il ruolo dei nuovi social media in politica ed il diritto costituzionale.

Un background in scienze politiche è prezioso per la cittadinanza e l’azione politica, nonché per le future carriere nel governo, nella legge, negli affari, nei media o nel servizio pubblico. A tal proposito, ci sono degli aspetti che riteniamo dovresti sapere prima di iscriverti al corso di laurea in scienze politiche.

Quali sono i requisiti per accedere alla facoltà di scienze politiche?

Le modalità di accesso al corso triennale variano da ateneo ad ateneo. Unicusano per il corso di laurea triennale in Scienze politiche e relazioni internazionali, prevede un test di ingresso per verificare le conoscenze base del candidato, in cui verrà testato il livello di preparazione in cultura generale, lingua italiana, lingua inglese. Se la valutazione della preparazione iniziale non dà esito positivo, l’ammissione è legata all’assegnazione di obblighi formativi aggiuntivi.

Per quanto riguarda i requisiti, lo studente dovrò essere in possesso di un Diploma di scuola media superiore, o di altro titolo di studio conseguito all’estero, legalmente riconosciuto. Quindi, l’accesso al nostro ateneo non è vincolato al numero chiuso e prevede esclusivamente la verifica delle proprie conoscenze.

Cosa si studia alla triennale di scienze politiche?

Il piano di studi prevede una formazione ampia e diversificata, che spazia in diverse aree, dalle discipline economiche a quelle politologiche, da quelle sociologiche a quelle giuridiche. Unicusano ha inoltre inserito una serie di esami a scelta propedeutici per le diverse specializzazioni in Diritto Internazionale, Politica Economica, Sociologia dei fenomeni politici, Storia delle Relazioni Internazionali o Diritto Pubblico Comparato.

Ecco le materie previste per il triennio formativo:

  • Ist. Diritto pubblico
  • Lingua Inglese
  • Diritto privato
  • Economia politica
  • Geografia economico politica
  • Filosofia politica
  • Storia delle dottrine politiche
  • Diritto pubblico comparato
  • Informatica
  • Sociologia generale
  • Sociologia dei fenomeni politici
  • Storia contemporanea
  • Statistica
  • Politica economica
  • Storia delle relazioni internazionali
  • Lingua spagnola
  • Diritto internazionale
  • Storia ed istituzioni dell’Africa

Settore in continuo aggiornamento

La politica cambia costantemente e così anche i suoi protagonisti. Per essere al passo in questo settore e affrontare le sfide del panorama politico in evoluzione bisogna essere in uno stato di continuo aggiornamento. Ciò significa che studiando politica, sarai in grado di imparare qualcosa di nuovo ogni giorno, letteralmente.

Man mano che l’Unione europea cresce sia in termini di dimensioni che di legislazione, bisogna essere in grado di comprenderne e analizzarne gli sviluppi, con un occhio costante alle tematiche attuali, come ad esempio la politica sull’immigrazione.

Quali sono gli sbocchi lavorativi per i laureati in scienze politiche?

Una laurea in quest’area disciplinare apre molte porte, poiché acquisirai abilità che possono essere applicate a una vasta gamma di settori: dalle organizzazioni internazionali (governative e non) ai ruoli nella pubblica amministrazione o in aziende private.

Le competenze trasferibili acquisite nel corso di una laurea in scienze politiche includono la capacità di pensare in modo critico, condurre ricerche approfondite e comunicare in modo efficace. Tuttavia, non tutti i laureati in scienze politiche intraprendono una carriera nella politica come spesso si crede. Un gran numero si occupa di affari pubblici, marketing, media e comunicazioni, mentre molti cercano lavoro nel settore pubblico.

Molti lavorano per organizzazioni sovranazionali come le Nazioni Unite, l’Unione Europea, l’Organizzazione mondiale del commercio, la Banca mondiale e l’Organizzazione mondiale della sanità. A ciò si aggiungono gli enti di beneficenza, le organizzazioni non profit, le ONG e del Terzo settore, in cui i laureati in Scienze politiche possono inserirsi a vario titolo come operatori.

Prospettive internazionali

La politica è una materia dal respiro internazionale e questo si rispecchia nella varietà di possibilità per chi vuole perfezionarsi o trovare lavoro all’estero.

Pertanto, i lavori per i laureati in scienze politiche che decidono di trasferirsi all’estero consentono di immergersi interamente in un’altra cultura, comprendendone le dinamiche politiche ed i valori culturali.

Coloro che decidono di occuparsi di politica in un Paese straniero avranno una visione più diversificata della politica su scala globale. Le abilità linguistiche sono un grande vantaggio, soprattutto se puoi parlare una lingua richiesta come l’arabo, il russo o il mandarino.

Sia che tu voglia diventare un politico o che sia semplicemente affascinato dall’argomento, una laurea in scienze politiche ti lascerà con un arsenale di competenze di cui potrai far tesoro nella maggior parte delle carriere.

 

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Amminoacidi essenziali: cosa (e quali) sono e a cosa servono

Gli amminoacidi possono essere chiamati i “mattoni” delle proteine ​​e svolgono un ruolo importante nel corpo umano. Esistono 20 amminoacidi diversi, nove dei quali sono chiamati “essenziali” e 11 dei quali sono etichettati come “non essenziali”.

Il corpo umano ha bisogno di tutti e 20 questi amminoacidi, in varia misura, per essere sano e perfettamente funzionante. Tutti e 20 hanno strutture chimiche distinte e sono usati per ruoli diversi – come formare neurotrasmettitori, produrre ormoni oppure convertire energia. Ma il loro ruolo principale è quello di costruire proteine.

Questo articolo ti dice tutto ciò che devi sapere sugli amminoacidi essenziali, incluso il loro funzionamento, le possibili fonti alimentari e i benefici che ne derivano.

Quali sono gli amminoacidi essenziali?

Gli amminoacidi sono molecole organiche composte da azoto, carbonio, idrogeno e ossigeno, che si combinano per produrre le proteine. Quando una persona assume un alimento che contiene proteine, il sistema digestivo scompone le proteine ​​in amminoacidi. Il corpo quindi combina gli amminoacidi in vari modi per svolgere le funzioni corporee principali, come ad esempio la costruzione dei muscoli e la regolazione della funzione immunitaria.

Un corpo sano ha bisogno di 20 diversi amminoacidi per crescere e funzionare correttamente. Di questi, 11 amminoacidi vengono prodotti dal corpo ma, i restanti 9, devo essere assunti attraverso la dieta. Sono i cosiddetti amminoacidi essenziali: istidina, isoleucina, leucina, lisina, metionina, fenilalanina, treonina, triptofano e valina.

Lisina

La lisina svolge un ruolo vitale nella costruzione dei muscoli, nel mantenimento della forza ossea, nel favorire il recupero da lesioni o interventi chirurgici e nella regolazione di ormoni, anticorpi ed enzimi. Può anche avere effetti antivirali. Non ci sono molte ricerche disponibili sulla carenza di lisina, ma uno studio condotto sui ratti indica che la sua mancanza può portare ad ansia indotta dallo stress.

Istidina

L’istidina facilita la crescita, la creazione di cellule del sangue e la riparazione dei tessuti. Aiuta anche a mantenere lo speciale rivestimento protettivo sulle cellule nervose, chiamato guaina mielinica.

Il corpo metabolizza l’istidina in istamina, che è cruciale per il sistema immunitario, la salute riproduttiva e la digestione. I risultati di uno studio che ha reclutato donne con obesità e sindrome metabolica suggeriscono che i supplementi di istidina possono ridurre l’indice di massa corporea e la resistenza all’insulina. La carenza di istidina può causare anemia e bassi livelli ematici sembrano essere più comuni tra le persone con artrite e malattie renali.

Treonina

La treonina è necessaria per la salute della pelle e dei denti, poiché è un componente dello smalto dei denti, del collagene e dell’elastina. Facilita il metabolismo dei grassi e può essere utile per le persone con che soffrono di indigestione, ansia e depressione lieve. Uno studio del 2018 ha scoperto che la carenza di treonina nei pesci ha portato questi animali ad avere una resistenza ridotta alle malattie.

Metionina

La metionina e l’amminoacido cisteina non essenziale svolgono un ruolo importante nella salute e rendono pelle e capelli più resistenti. La metionina aiuta anche a mantenere le unghie forti. Favorisce il corretto assorbimento di selenio e zinco e la rimozione di metalli pesanti, come piombo e mercurio.

Valina

La valina è essenziale per la concentrazione mentale, la coordinazione muscolare e la calma emotiva. Le persone possono ricorrere a integratori di valina per la crescita muscolare, la riparazione dei tessuti e l’energia. La carenza può causare insonnia e ridotta funzione mentale.

Isoleucina

L’isoleucina promuove la guarigione delle ferite, la salute del sistema immunitario, la regolazione della glicemia e la produzione di ormoni. È presente principalmente nel tessuto muscolare e regola i livelli di energia. Gli anziani possono essere più inclini alla carenza di isoleucina rispetto ai giovani. Questa carenza può causare perdita di massa muscolare e tremori.

Leucina

La leucina aiuta a regolare i livelli di zucchero nel sangue e favorisce la crescita e la riparazione di muscoli e ossa. È anche necessaria per la guarigione delle ferite e la produzione dell’ormone della crescita. La carenza di leucina può causare eruzioni cutanee, perdita di capelli e affaticamento.

Fenilalanina

La fenilalanina aiuta l’organismo a utilizzare altri amminoacidi, nonché proteine ​​ed enzimi. Il corpo converte la fenilalanina in tirosina, che è necessaria per specifiche funzioni cerebrali. La carenza di fenilalanina, sebbene rara, può portare a scarso aumento di peso nei neonati. Può anche causare eczema, affaticamento e problemi di memoria negli adulti.

La fenilalanina si trova spesso nell’aspartame (dolcificante artificiale) che i produttori usano per preparare bibite dietetiche. Grandi dosi di aspartame possono aumentare i livelli di fenilalanina nel cervello e possono causare ansia e nervosismo e influire sul sonno.

Le persone con una rara malattia genetica chiamata fenilchetonuria (PKU) non sono in grado di metabolizzare la fenilalanina. Di conseguenza, dovrebbero evitare di consumare cibi che contengono alti livelli di questo amminoacidi.

Triptofano

Il triptofano è necessario per una corretta crescita nei neonati ed è un precursore della serotonina e della melatonina. La serotonina è un neurotrasmettitore che regola l’appetito, il sonno, l’umore e il dolore. La melatonina regola anche il sonno.

Il triptofano è un sedativo ed è un ingrediente in alcuni medicinali che stimolano il sonno e l’energia mentale. La carenza di triptofano può causare una condizione chiamata pellagra, che può portare a demenza, eruzioni cutanee e problemi digestivi.

Assumere gli amminoacidi essenziali con il cibo

Tutte le fonti di proteine, a base vegetale o animale, contengono amminoacidi essenziali. La quantità di amminoacidi essenziali in ciascun alimento tenderà comunque a variare.

Carne, pollame, uova, latticini e pesce sono fonti complete di proteine ​​perché contengono tutti e 9 gli amminoacidi essenziali. La soia, come il tofu o il latte di soia, è una popolare fonte di proteine ​​a base vegetale poiché contiene tutti gli amminoacidi essenziali. Noci, semi, fagioli, piselli e cereali integrali sono eccellenti fonti di proteine ​​ma formano una proteina completa solo se consumate insieme.

Una dieta basata su un singolo elemento vegetale non sarà adeguata, ma è anche vero che non è più necessario associare proteine ​​(come fagioli con riso) in un singolo pasto. Il consiglio è di assicurarsi sempre che la dieta sia variegata durante la giornata.

Se ti affascina il modo in cui le sostanze nutritive concorrono nel determinare la salute fisica, il lavoro come nutrizionista può essere la strada giusta per te.

Amminoacidi ed esercizio fisico

Molti studi dimostrano che bassi livelli di proteine ​​e amminoacidi essenziali influenzano la forza muscolare e le prestazioni dell’esercizio. Secondo uno studio del 2014, non assumere abbastanza amminoacidi essenziali può determinare una scarsa massa muscolare negli anziani. La scienza ha inoltre dimostrato che gli integratori di amminoacidi possono aiutare gli atleti a riprendersi dopo l’esercizio.

Di primaria preoccupazione per gli atleti è un gruppo composto da tre amminoacidi, leucina, isoleucina e valina, chiamati aminoacidi a catena ramificata (BCAA). Come suggerisce il nome, questi amminoacidi hanno una forma particolare, che consente il miglioramento della crescita muscolare, una maggior resistente unita a un minor senso di affaticamento, una maggiore combustione di grassi e un recupero più veloce.

Sebbene i restanti 11 amminoacidi non siano essenziali, il corpo umano potrebbe averne bisogno in caso di stress o malattia. Questi amminoacidi vengono definiti “semi-essenziali” perché possono essere sintetizzati dall’organismo, a patto che vengano forniti altri amminoacidi essenziali in quantità superiore al fabbisogno, per far fronte alla loro produzione.

Comunque scegli di nutrire il tuo corpo, assicurati che la tua dieta sia ricca di cibi integrali e di verdura. In tal modo, puoi essere sicuro che il tuo corpo stia ricevendo un profilo di amminoacidi completo per svolgere al meglio tutte le sue funzioni.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. I Vostri dati personali potranno, pertanto, essere da noi comunicati a destinatari esterni alla nostra struttura, fermo restando che nessuna diffusione è prevista di tali dati personali a soggetti indeterminati. Tali soggetti verranno nominati responsabile del trattamento. Conferimento dei dati personali e periodo di conservazione degli stessi Il conferimento da parte Vostra dei dati personali, fatta eccezione per quelli previsti da specifiche norme di legge o regolamento, rimane facoltativo. Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. Oltre ai diritti sopra elencati in qualità di interessati, nei limiti di quanto previsto dal nuovo regolamento europeo, potrete esercitare i diritti di limitazione del trattamento, di opposizione allo stesso ed il diritto alla portabilità esclusivamente per i dati personali da Voi forniti al titolare secondo l’art. 20 del regolamento citato. La informiamo inoltre che il base al Codice della Privacy e al nuovo regolamento europeo potrete proporre azioni a tutela dei Vostri diritti innanzi al Garante per la protezione dei dati personali, c.d. reclamo previsto dal all’art. 77 del predetto regolamento. Si informa infine che nei limiti nei quali sarà ritenuto applicabile al trattamento dei dati che Vi riguardano potrete esercitare un diritto di revoca del consenso al trattamento dei dati comunicando tale revoca al titolare del trattamento.

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