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Come parlare efficacemente in pubblico

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Difficilmente ci si ferma a riflettere sul significato della parola comunicare. È un’attività che svolgiamo da tutta la vita,  perché preoccuparsene? Impariamo sin da bambini a comunicare, lo facciamo imitando i comportamenti di coloro che ci circondano. Ma cosa rende una comunicazione efficace?

La comunicazione efficace è quella che permette di raggiungere i propri obiettivi in qualsiasi situazione: un esame, un colloquio di lavoro, o una semplice interazione nel quotidiano.

Gli elementi della comunicazione

Prima di capire come comunicare efficacemente facciamo un passo indietro e vediamo cosa significa comunicare.

La comunicazione è lo scambio di un messaggio codificato tra un emittente e un destinatario, attraverso un canale e in un contesto. Dobbiamo sempre ricordare, però, che quello che comunichiamo, in realtà, è ciò che il destinatario capisce.

Ecco alcuni assiomi fondamentali della comunicazione:

  • non si può non comunicare;
  • gli individui comunicano in ogni occasione, in modo verbale e non;
  • ogni comunicazione è sia contenuto che relazione;
  • l’evoluzione della comunicazione dipende dall’interpretazione dell’interlocutore;
  • le comunicazioni sono complementari o simmetriche.

Tre i tipi di comunicazione che concorrono ogni qualvolta ci interfacciamo con un interlocutore:

  • comunicazione verbale: l’utilizzo delle parole;
  • comunicazione paraverbale: tono di voce, ritmo, volume, pause;
  • comunicazione non verbale: postura, espressioni del volto, gesti.

A questi si aggiunge la comunicazione simbolica, ossia l’insieme degli oggetti che ci circondano, gli accessori,il nostro modo di vestire ecc.

Analizziamo queste tipologie una per volta…

Comunicazione verbale 

L’elemento chiave della comunicazione verbale è il linguaggio. Il linguaggio è soggetto a interpretazioni differenti; questo è spesso causa di equivoci. È una comunicazione verbale efficace che permette di evitarli.

Come possiamo rendere la comunicazione verbale efficace?

  • facendo attenzione al contesto;
  • scegliendo forme linguistiche semplici e dirette;
  • rivolgendo domande dirette e aperte al nostro interlocutore;
  • utilizzando metafore e altre figure retoriche;
  • ascoltando attentamente il nostro interlocutore.

Comunicazione paraverbale 

Il 38% del messaggio trasmesso dipende dal linguaggio paraverbale, ossia dal modo in cui decidiamo di comunicare.

Le componenti del linguaggio paraverbale, da modulare in relazione a contesto e interlocutore, sono:

  • il volume: non troppo alto per non trasmettere aggressività, né troppo basso, perché sintomo di insicurezza.
  • il tono: acuto o grave, quest’ultimo è considerato più piacevole;
  • il tempo: costituito da velocità, ritmo e pause;
  • Il timbro: suono specifico di ciascuna voce;
  • il colore: influenzato dagli stati emozionali.

A questi si aggiungono dizione e intercalari da correggere se troppo marcati.

Comunicazione non verbale 

Il 55% del messaggio è condizionato dal linguaggio non verbale. Questo è costituito dalla mimica facciale, dalla postura, dalla gestualità, dalla distanza con gli interlocutori e dall’uso dello spazio circostante.

A seconda della posizione e dei gesti del nostro interlocutore è possibile capire come modulare i propri messaggi affinché risultino chiari.

Una particolare attenzione, nella comunicazione non verbale, è riservata alla prossemica. Per prossemica si intende lo studio della posizione di un soggetto rispetto agli altri e nello spazio.

Quattro le distanze che identificano i confini dello spazio psicologico di ciascun individuo:

  • sfera intima: dal contatto fisico al mezzo metro attorno a ciascun soggetto, riservata a partner o persone molto vicine;
  • sfera personale: da mezzo metro a 1,2m, riservata a amici e conoscenti;
  • sfera sociale: fino ai 2 metri, relativa a contatti lavorativi e impersonali;
  • sfera pubblica: oltre i 2 metri, riservata ai contatti formali.

Questa panoramica generale sulla comunicazione ci permette di affrontare nello specifico le tecniche per parlare in pubblico.

I segreti per parlare in pubblico 

Ogni interazione con più di una persona è considerata parlare in pubblico.

Si tratta di comunicazione sociale, con delle regole che prescindono dall’effettivo numero degli interlocutori.

Per superare la paura di parlare in pubblico è certamente utile prepararsi.

La prima cosa da fare è sicuramente stabilire il concetto fondamentale che si vuole comunicare. Ciò che deve essere ricordato dagli interlocutori. Attorno a tale concetto verrà costruito il resto del messaggio.

Dopo averlo individuato, può essere utile preparare una scaletta: l’elenco degli argomenti da trattare.

Una tecnica valida per fare una scaletta è quella delle 5P:

  • pubblico: è necessario capire cosa sia interessante per questo e i feed-back non verbali che produce;
  • punto di arrivo: l’obiettivo che si vuole raggiungere;
  • postulato: la frase che sintetizza il concetto fondamentale, preferibilmente accompagnata da un’immagine per favorirne la memorizzazione;
  • punti di forza: le informazioni utili a sostenere il focus del discorso;
  • profitto: il vantaggio dell’uditorio nell’ascoltare.

A queste è possibile aggiungerne un’altra, la p di punti di riferimento. L’insieme di esempi ed evidenze utili a rendere più concreta la propria comunicazione.

Come visto precedentemente è fondamentale l’attenzione al livello paraverbale: le pause, il volume, il ritmo. Tutti questi elementi sono da regolare per evitare di annoiare gli interlocutori.

Infine può essere utile ricordare i nomi dei propri interlocutori. Questo è considerato indice di attenzione nei loro confronti e genera apprezzamento.

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