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Le 5 migliori ricette tradizionali casertane che dovresti provare

Commenti disabilitati su Le 5 migliori ricette tradizionali casertane che dovresti provare Studiare a Caserta

La cucina casertana ha radici storiche antiche che risalgono al periodo greco-romano, per poi arricchirsi, nel corso dei secoli, con le varie dominazioni straniere, come quella aragonese e francese.

Pur essendo dunque piuttosto eterogenea, la gastronomia casertana ha raggiunto un proprio equilibrio tra piatti a base di ingredienti rurali (pasta, verdure, formaggi) e piatti di mare (pesce, crostacei, molluschi). Una vasta varietà di ricette è influenzata dalla cucina aristocratica locale, come il timballo e il sartù di riso, piatti di pasta o riso che prevedono una preparazione molto elaborata e piatti della tradizione popolare realizzati con ingredienti poco costosi ma nutrizionalmente sani, come la pasta e fagioli e altri primi piatti a base di verdure.

Ecco le 5 migliori ricette tradizionali casertane che dovresti provare.

Cianfotta

La cianfotta può essere soprannominata come la versione campana della ratatouille francese: questo contorno estivo ricco di verdure prevede la cottura in un unico tegame, per un mix equilibrato ma gustosissimo. Esistono diversi nomi e varianti di questo piatto, tanto che possiamo dire che ogni famiglia abbia una sua ricetta. L’unica regola è che le verdure devono essere cotte tutte insieme, come se si trattasse di uno stufato.

Il grande punto a favore di questa ricetta è che si tratta di una pietanza facilissima da replicare in casa, adatta anche per pranzi dell’ultimo minuto. Tra le verdure da impiegare: melanzane, zucchine, peperoni (rossi e gialli), patate, pomodori, da guarnire con cipolle, origano, basilico e, ovviamente, olio extravergine d’oliva. Le verdure devono essere cotte a fuoco medio, avendo l’accortezza di aggiungere i pomodori 5 minuti dopo rispetto alle altre verdure. C’è chi preferisce aggiungere pezzi di manzo per una variante più “sostanziosa”, ma la ricetta classica è quella vegetariana.

Il piatto può essere servito caldo, ma è squisito anche freddo mangiato il giorno successivo, specie d’estate.

Gamberi alla Vesuviana

I gamberi alla Vesuviana sono un altro esempio di piatto che sfrutta pochi ingredienti, ben amalgamati, per dare vita ai sapori unici. Protagonisti di questa ricetta sono i gamberi freschi, sottoposti ad una cottura veloce per preservarne tutto il sapore. Questa preparazione si presta bene sia come vero e proprio secondo che come condimento per arricchire un primo.

Anche questa ricetta è piuttosto facile da preparare e non richiede particolari competenze tecniche. Per cominciare, bisogna provvedere alla pulizia dei gamberi, che devono essere privati della buccia, della testa e del filino nero dell’intestino. In una padella fate sciogliere il burro, dopodiché aggiungete cipolle e carote tritate finemente. Girate bene e fate dorare il tutto per 5 minuti a fuoco basso. Aggiungete prezzemolo tritato, sale e pepe. Unite i gamberi, lavati e sgusciati, versate il vino e cuocete per per 5 minuti a fuoco basso girando spesso in modo da far insaporire bene i gamberoni con il soffritto di carote e cipolla. Impattate i gamberi con il sugo di cottura e servite.

A ‘Mnestra ‘Mmaretata

La “minestra maritata” è uno dei piatti più celebri della tradizione campana ed uno di quelli che meglio la rappresenta. Qui, infatti, ingredienti poveri, provenienti dalla tradizione contadina, si esaltano in un connubio unico. La ricetta originale era figlia della fame e veniva realizzata sfruttando gli scarti che si avevano in casa, per questo nella pentola della zuppa maritata a “sposarsi” (maritarsi), ci sono tanti tipi di verdure e carne. Si tratta dunque di un piatto unico piuttosto sostanzioso, che viene proposto sulle tavole campane soprattutto in occasione delle feste comandate, Pasqua e Natale in particolare.

Anche qui, ogni famiglia campana è depositaria di una propria ricetta, tramandata di generazione e generazione. L’utilizzo di un ingrediente piuttosto di un altro è legato soprattutto alla disponibilità stagionale o locale. L’imperativo è comunque quello di mantenere l’equilibrio tra i diversi sapori della minestra, senza far prevalere un ingrediente a scapito di un altro.

Ogni versione ha però degli ingredienti insostituibili. Stiamo parlando di cavolo nero, cicoria e scarola da maritare con cotiche, piedino, puntine e salsiccia. Il procedimento per realizzare questa ricetta non è complicato, ma richiede molto tempo e pazienza. La base prevede la preparazione di un gustoso brodo di carne di maiale all’interno del quale vengono poi fatte cuocere anche le verdure donando alla ricetta il suo tipico sapore.

Per cominciare bisogna pulire la gallina dalle interiora e tagliare a cubetti la carne di manzo. Entrambi dovranno essere messi in una pentola con abbondante acqua, insieme a sedano, carote e cipolle. A questo punto si dovranno aggiungere le verdure a piacere, le costine e le salsicce. La pentola sovra restare sui fornelli a fiamma bassa almeno per quattro ore. Di tanto in tanto, sollevare il coperchio e rimuovere il grasso che affiora in superficie con una schiumarola. Una volta pronto il brodo, andrà tolta la carne e filtrato in un’altra pentola con un colino a trama fitta. Poi disossare la gallina e tagliare le salsicce a rondelle. A questo punto si possono finalmente unire le verdure e i vari tipi di carne nella pentola con il brodo che andrà riportato a ebollizione.

Questo piatto va servito necessariamente caldo, accompagnato da una spolverata di parmigiano grattugiato e pane condito da un filo d’olio.

Filetto di Maiale con Salsa Bianca

Il filetto di maiale con salsa al vino bianco, richiede decisamente meno tempo per la preparazione, pur restando una ricetta estremamente d’effetto. La salsa bianca non è altro che la salsa realizzata con un vino bianco rigorosamente secco, che crea un connubio perfetto con la morbidezza della carne.

Per iniziare, distribuisci un filo d’olio in una padella dai bordi alti e fari rosolare il filetto prima da una parte poi dall’altra. Sfuma con il vino bianco e aggiungi erbe aromatiche a piacimento, aggiustando con pepe e sale. Metti il coperchio e cuoci a fuoco basso per circa un’ora e mezza, fin quando la carne non sarà tenerissima. Una volta cotto, toglilo dalla padella e taglialo a fette. Filtra il fondo di cottura della pentola con un colino, aggiungendo farina e aggiustando con vino bianco all’occorrenza. Rimetti sul fuoco fino a formare una crema. Arricchisci le fette di filetto con la salsa e servi caldo in tavola.

Struffoli

Noti anche come “palline al miele”, questo dolce è uno dei più caratteristici sulle tavole festive del Sud Italia. Le sue origini si perdono nei secoli: pare che un piatto simile sia stato descritto da Archestrato, poeta greco di Gela, in Sicilia. Si chiamava enkris – una pallina di pasta fritta in olio d’oliva, che egli descrive in dettaglio nella sua Gastronomia.

Queste piccole palline fritte, croccanti fuori e morbide dentro, vengono realizzate con un impasto di burro, zucchero, uova e farina aromatizzato con liquore all’anice e scorza d’arancia. Esistono diverse varianti per la guarnizione, le più note prevedono l’impiego di zuccherini colorati, arancia candita, cedro candito, confettini argentati o ciliegie candite. Quello che non può mancare è però il miele.

L’unica cosa da ricordare è di formare le palline considerando con una grandezza un po’ più piccola di una biglia, perché quando verranno fritte si gonfieranno un po’. Sono spesso servite a Pasqua, soprattutto ancora calde.

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