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Studiare Diritto del Lavoro a Caserta

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Il lavoro è definito come l’attività umana volta a una produzione o a un servizio.

Questo viene considerato dall’ordinamento giuridico in quanto produce un risultato economico; risulta quindi idoneo ad essere oggetto di un’obbligazione.

L’obbligazione, che ha per oggetto la prestazione lavorativa, può essere dedotta in un:

  • contratto di scambio;
  • contratto associativo.

Inoltre il lavoro può essere svolto senza alcun vincolo contrattuale, ossia in adempimento di vincoli non giuridici, come ad esempio nell’impresa familiare.

Nel caso del lavoro subordinato si sente, più intensamente, la necessità di tutelare il soggetto obbligato ad eseguire un lavoro.

Alle origini del diritto del lavoro c’è la debolezza sociale ed economica del prestatore del lavoro subordinato. La debolezza non è l’unico parametro che ispira la disciplina dettata dalla legge. La Costituzione con l’art. 41 ha, infatti, accettato un modello di società pluralista e capitalista, in cui l’impresa è considerata un valore, un valore strumentale.

Il diritto del lavoro punta alla realizzazione di un equilibrio tra le esigenze di produttività ed efficienza dell’impresa e la tutela dei lavoratori. Due le anime di questo diritto: una più tradizionale, relativa alla tutela dei valori personali, l’altra che invece tende a conciliare gli interessi delle imprese e quelli dei lavoratori.

Nozioni e fonti del Diritto del Lavoro

La nozione del lavoro subordinato parte dal concetto di assoggettamento del lavoratore al potere del datore di lavoro. Ma chi è il prestatore di lavoro subordinato? All’art. 2094 del Codice Civile è definito come colui che “si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell’impresa prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell’imprenditore”.

Fonti internazionali e comunitarie

Dal 1917 opera l’Organizzazione Internazionale del Lavoro della quale fanno parte gli Stati membri dell’ONU. Questa svolge un’attività normativa in materia di lavoro mediante ad esempio progetti di convenzioni.

Un’influenza maggiore, per l’Italia, è data dagli atti emanati dall’UE: i regolamenti e le direttive.

La Costituzione Italiana

Nei principi fondamentali il lavoro è considerato non solo oggetto di tutela ma anche valore fondativo della Repubblica, art.1, e criterio ispiratore del programma di emancipazione sociale, art.3.

Il lavoro è allo stesso tempo oggetto di un diritto, art.4, ma anche un dovere da svolgere.

È anche al centro della parte della Costituzione relativa ai rapporti economici e politici.

Nel Titolo III si specifica che “la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue parti”: retribuzione, orario di lavoro, riposi settimanali e ferie, tutela delle donne lavoratrici e dei minori, sicurezza sociale, libertà sindacale e diritto di sciopero, partecipazione dei lavoratori alla gestione delle aziende, diritti dei lavoratori con funzioni pubbliche elettive e chiamati ad adempiere al servizio militare.

Legge ordinaria e fonti equiparate 

La legge, il decreto legislativo e il decreto legge sono il maggiore strumento per la disciplina dei rapporti di lavoro per realizzare un equilibrato contemperamento degli interessi delle parti e della tutela del lavoratore.

La contrattazione collettiva

Il contratto collettivo, oggetto della disciplina sindacale, rappresenta l’espressione dell’autonomia collettiva. Questo opera in maniera non dissimile dalle fonti di diritto oggettivo.

La costante, nel tempo, della disciplina relativa ai contratti collettivi è stata la funzione di integrare e migliorare le tutele previste dalla legge, adattandole ai diversi campi di azione.

Gli usi e l’equità 

In mancanza di disposizioni legislative o dei contratti collettivi il rapporto di lavoro è disciplinato dagli usi normativi, ossia quelli che si sono formati per effetto della ripetizione costante e protratta nel tempo di uno specifico comportamento verso una generalità di destinatari.

Al loro fianco gli usi aziendali, che rientrano nella categoria degli usi negoziali. Questi integrano quanto disciplinato dal contratto individuale di lavoro.

Le nozioni e le fonti sono uno tra gli argomenti del diritto del lavoro trattati dal master in diritto del lavoro presente nell’offerta dell’Università Niccolò Cusano.

Il master online 

L’Università telematica di Roma attiva il master online in diritto del lavoro, afferente alla facoltà di giurisprudenza.

Questo nasce con l’obiettivo di formare professionisti in grado di gestire i rapporti di lavoro, sia nel settore pubblico che in quello privato.

Il master ha durata annuale e valore pari a 60 crediti formativi.

1500 sono le ore di lezione; queste sono disponibili 24/24h sulla piattaforma digitale, attivata dall’università, che consente ai corsisti di conciliare al meglio lo studio con i propri impegni.

Al termine del master, superato l’esame finale, i corsisti riceveranno un diploma.

Diversi sono i possibili sbocchi professionali cui il master prepara:

  • consulenti del lavoro;
  • dirigenti delle risorse umane;
  • funzionari dei servizi dell’impiego;
  • esperti di sicurezza sul lavoro;
  • dirigenti di uffici legali;
  • funzionari di associazioni di categoria.

Per ulteriori informazioni su questo percorso formativo puoi consultare il sito dell’università telematica o chiamarci allo 06.456783.63.

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