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Master in pubblica amministrazione Caserta: programmi e dettagli

Ti piacerebbe lavorare in ambito sanitario oppure in un ministero o un ente locale? Allora devi specializzarti seguendo un master in pubblica amministrazione a Caserta. Unicusano ha istituito una serie di corsi post laurea pensati per quanti vogliono intraprendere una carriera nel settore pubblico.

Potrai iscriverti a master sul management sanitario e pubblico, sul diritto amministrativo o sulla comunicazione istituzionale. Scopri l’intera offerta formativa nella guida qui sotto.

Master in pubblica amministrazione a Caserta: requisiti e programmi

I master dell’Università Nicolò Cusano si svolgono in modalità e-learning. Questo significa che puoi conciliare studio, lavoro e famiglia senza problemi. Non dovrai recarti in ateneo, infatti, per seguire lezioni e seminari. Ti basta semplicemente accedere alla piattaforma online dell’università dove e quando vuoi. La piattaforma, infatti, è attiva 24 ore su 24.

I master in pubblica amministrazione a Caserta hanno una durata annuale per un numero complessivo di ore pari a 1500. Dovrai, inoltre, sostenere una serie di prove intermedie e una prova finale per ottenere i 60 CFU che ti consentono di concludere il percorso con il rilascio di un diploma.

Quali sono i requisiti di iscrizione? Per i master di I livello devi avere la laurea triennale, mentre per i master di II livello devi essere in possesso della laurea magistrale.

Master in gestione del coordinamento nelle professioni sanitarie – corso di I livello

Vuoi fare un salto professionale e occuparti di gestione del personale? Questo master ti fornisce la formazione giusta per assumere il ruolo di coordinatore. Il corso è rivolto a professionisti del settore sanitario, come infermieri e ostetriche, e ti propone un programma molto ricco con materie come:

  • gestione dei servizi sanitari (economia aziendale, organizzazione aziendale)
  • aspetti giuridici della responsabilità nelle professioni sanitarie (istituzioni di diritto pubblico, diritto del lavoro)
  • strumenti di analisi della gestione dei servizi (psicometria, gestione delle risorse umane e formative)
  • competenze relazionali nelle professioni sanitarie (psicologia sociale, psicologia del lavoro e delle organizzazioni, sociologia dei processi culturali e comunicativi)
  • aspetti etici e medico legali della responsabilità nelle professioni sanitarie

Master in diritto processuale amministrativo – corso di I livello

Percorso didattico destinato ai laureati in scienze politiche o in giurisprudenza, ma anche ai magistrati, agli avvocati,  ai giuristi d’impresa, ai consulenti e ai funzionari della pubblica amministrazione. Il programma include 8 moduli diversi, tutti molto interessanti e dal taglio attuale. I docenti terranno lezioni incentrate su argomenti come la giustizia amministrativa nel panorama storico italiano, il processo amministrativo, la tutela cautelare del giudice amministrativo, i riti speciali, i ricorsi amministrativi, le problematiche attuali della giustizia amministrativa, le impugnazioni nel processo amministrativo e così via.

Master in management sanitario – corso di II livello

Master in pubblica amministrazione a Caserta perfetto per chi vuole occuparsi di gestione delle strutture sanitarie. Il programma, infatti, è strutturato in modo da farti acquisire le competenze necessarie a pianificare e dirigere tutte le varie attività di ospedali, case di cure e poliambulatori.

Qui sotto, alcune delle materie del programma:

  • qualità assistenziale e gestione dei servizi sanitari
  • diritto pubblico – quadro istituzionale e profili normativi del SSN
  • economia aziendale – bilancio e controllo di gestione nelle aziende sanitarie
  • information technology nelle aziende sanitarie
  • economia e gestione delle imprese – governance e management nelle aziende sanitarie
  • diritto del lavoro – responsabilità giuridica nella sanità
  • organizzazione aziendale – lo sviluppo organizzativo nella sanità

Master in management dei servizi sociali – corso di II livello

Master pensato per quanti desiderano lavorare in ambito sociale o sono alla ricerca di un corso di aggiornamento professionale per migliorare la loro posizione lavorativa. Il programma ha un taglio multidisciplinare, con materie come welfare – modelli e politiche, gestione e progettazione dei servizi sociali e sociosanitari, mercati e finanza e competenze relazionali e gestionali. 

Master nuova legge anticorruzione nella pubblica amministrazione – corso di II livello

Vuoi approfondire le tue conoscenze in materia di legge anticorruzione? Iscriviti a questo master incentrato sulla legge 6 novembre 2012, numero 190 – Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione. Il corso è destinato a:

  • dipendenti delle forze dell’ordine
  • avvocati
  • neolaureati in giurisprudenza

Per quanto riguarda il programma, invece, dovrai partecipare a 14 moduli durante i quali studierai materie come:

  • l’evoluzione dei reati contro la pubblica amministrazione dal 1990 al 2021
  • corruzione e concussione
  • reati in contratto e reati contratto – analisi della giurisprudenza della Cassazione
  • casi pratici e tecniche investigative nei fatti di corruzione
  • le misure cautelari reali
  • le novità introdotte al codice appalti

Master in dirigenti nelle istituzioni scolastiche – corso di II livello

La tua ambizione è diventare un dirigente scolastico? Preparati a ricoprire questo ruolo seguendo il master in dirigenti nelle istituzioni scolastiche istituito da Unicusano. Il programma ti fornisce una formazione a tutto tondo, dalla direzione responsabile al diritto pubblico, costituzionale, amministrativo e comunitario, dalle questioni di autonomia scolastica alla contabilità delle istituzioni scolastiche fino alla sicurezza del lavoro e non solo. 

Il master è pensato per tutti quei docenti che vogliono mettersi alla prova intraprendendo un nuovo percorso dirigenziale. Non solo, l’iscrizione è aperta anche ai dirigenti scolastici in cerca di un corso di aggiornamento che possa consentirgli di ripensare in maniera nuova il loro lavoro.

Master in governance e management nella pubblica amministrazione – corso di II livello

Master realizzato in collaborazione con l’Osservatorio sulle Strategie Europee per la Crescita e l’Occupazione. Durante il corso, infatti, seguirai laboratori ed esercitazioni organizzate presso l’osservatorio. Il programma è pensato per quanti vogliono lavorare nel settore pubblico e per gli impiegati di enti nazionali e locali che desiderano specializzarsi seguendo lezioni su:

  • elementi di diritto pubblico
  • legislazione di bilancio
  • politica di coesione e fondi strutturali
  • piani nazionali per l’innovazione tecnologica
  • comunicazione istituzionale

Master in digital leadership in government & public sector – corso di II livello

Ti piacerebbe occuparti di innovazione digitale nella pubblica amministrazione? L’università Nicolò Cusano ti propone questo master pensato per consentirti di acquisire tutte le conoscenze necessarie all’ammodernamento delle strutture pubbliche, incluse tutte le norme in materia di privacy.

Fatti un’idea del programma dando un’occhiata all’elenco di materie qui sotto:

  • il codice dell’amministrazione digitale – D.lgs. 82/2005
  • il documento informatico e il suo valore probatorio
  • la conservazione dei documenti informatici
  • lo sviluppo delle infrastrutture informatiche e gli strumenti digitali
  • i principi generali del corretto trattamento dei dati nella PA
  • la fatturazione elettronica
  • government 4.0: gestire l’innovazione della PA (cloud nella PA, rivoluzione dei Big Data, intelligenza artificiale e machine learning nella PA)

Master in comunicazione nella pubblica amministrazione – corso di I livello

Ti sei laureato in comunicazione e ti piacerebbe lavorare nel settore pubblico? Specializzati in comunicazione istituzionale seguendo questo master. Avrai una preparazione completa che va dalla progettazione della comunicazione pubblica all’utilizzo dei principali strumenti del social media marketing fino alla definizione e applicazione dei vincoli normativi.

Master in amministrazione giudiziaria di aziende e beni sequestrati e confiscati – corso di II livello

Master pensato per la formazione di figure qualificate che possano lavorare con efficacia al contrasto della criminalità organizzata, soprattutto in ambito economico.

Il programma ha un taglio teorico-pratico ed è distinto in due parti. Durante le 1500 ore di lezione affronterai argomenti come i seguenti:

  • elementi di diritto penale, civile e tributario
  • criminalità imprenditoriale ed economica
  • sequestro di prevenzione
  • dissequestro
  • riciclaggio e antiriciclaggio decreto legislativo numero 231/07
  • gestione dei beni confiscati
  • rapporti con la pubblica amministrazione in fase di sequestro
  • restituzione dei beni sequestrati
  • confisca definitiva
  • gestione del debito e del credito
  • confisca di primo grado

Credits immagine: Baranq/DepositPhoto.com

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La magistrale è più difficile della triennale? Cosa sapere prima di iscriverti

Al termine della triennale, molti studenti si ritrovano a fronteggiare un bagaglio di incertezze legate alla direzione che dovranno intraprendere. Conviene proseguire con la specialistica? E, soprattutto, sarà molto più difficile? In questo articolo risponderemo a queste domande, tenendo in considerazione le opinioni espresse dagli studenti online.

Triennale VS. Magistrale, qual è la più complessa?

Da un punto di vista oggettivo, se si prende in considerazione la mole di studio e il livello di difficoltà di contenuti, certamente la magistrale presenta delle sfide aggiuntive per lo studente.

In triennale gli esami sono più facili e partono da zero, dovendo fornire delle base solide alla specialistica. Quelli in magistrale sono estremamente più difficili e si basano molto su conoscenze acquisite in esami precedenti. Dunque, la difficoltà “percepita” dipende soprattutto da come si è affrontato il triennio e dal fatto di aver sviluppato o meno un solido metodo di studio.

D’altra parte, è anche vero che, durante la specialistica, ormai si conoscono i professori e le modalità d’esame, per cui decade il fattore “novità” che può rendere tutto più difficile e stressante per una matricola. L’esperienza permette inoltre di gestire meglio il carico di studio e dunque rispettare i tempi.

Da questo punto di vista, molti studenti ritengono che la magistrale sia in discesa, dal momento che durante la triennale si conosce poco o nulla della materia e bisogna trovare un nuovo equilibrio rispetto al liceo.

Non tutti gli atenei sono uguali: i programmi universitari non sono ministeriali, l’esame A nell’ateneo B può benissimo avere la metà del programma dell’esame A nell’ateneo C. Chiarito questo, dobbiamo considerare che il grado di difficoltà varia anche da ateneo ad ateneo.

Dopo la triennale: fermarsi o proseguire?

Alcuni sostengono che fermarsi alla triennale abbia poco senso, perché difficilmente spendibile ai fini lavorativi, e che l’iscrizione alla specialistica sia il naturale perfezionamento della triennale. Altri invece si fermano sulla posizione opposta, ritenendo che la triennale sia una qualifica sufficiente per cominciare a lavorare. Detto questo, conviene fermarsi alla triennale o vale la pena proseguire con la specialistica?

Dipende da due fattori. Primo su tutti, lo sbocco lavorativo desiderato. Ci sono alcune professioni per le quali è sufficiente la sola laurea triennale, mentre altre per le quali è caldamente consigliata la specialistica.

È il caso delle professioni sanitarie, in cui è sufficiente il titolo triennale per iniziare a lavorare, sebbene le prospettive professionali possano ampliarsi con la specializzazione. Oppure delle lauree triennali dell’ambito sociale, che consentono di accedere all’esame di Stato per assistente sociale. Anche le triennali del settore economico, giuridico e politologico possono dare un immediato sbocco nel mondo del lavoro, soprattutto privato.

È anche vero che l’istruzione post-triennale non si limita alla sola specialistica ma vi sono anche corsi professionalizzanti e master di primo livello che integrano gli studi con l’acquisizione pratica di conoscenze, competenze e abilità necessarie per immettersi immediatamente nel mondo del lavoro. Prima di fare una scelta si consiglia di reperire informazioni accademiche sul percorso da seguire in base alla professione desiderata.

In secondo luogo, è innegabile che la magistrale permetta di avere una marcia in più nella ricerca di un lavoro, perché rende più competitivi agli occhi dei recruiter. Facciamo l’esempio delle professioni regolamentate in un albo professionale: negli albi è spesso presente la distinzione tra la Sezione A (dedicata a chi è in possesso di una laurea magistrale) e la Sezione B (per chi è in possesso della sola triennale). Il professionista in possesso della sola triennale presenta un titolo di studio più “limitato” rispetto a quello iscritto nella Sezione A.

Nel mondo del lavoro altrettanto importante è sapersi vendere bene e avere un pizzico di intraprendenza, a prescindere dal tipo di laurea conseguita, ma ovviamente le competenze acquisite durante un biennio non sono paragonabili a quelle acquisite nella sola triennale.

La magistrale resta comunque indispensabile per intraprendere determinate carriere, come quella dell’insegnante o dello psicologo. Qui la sola triennale non basta, e spesso non è sufficiente per trovare un qualsiasi altro lavoro. Inoltre, le posizioni dirigenziali all’interno delle aziende sono in prevalenza destinate a coloro che sono in possesso di una Laurea Specialistica Magistrale, come anche i concorsi pubblici per le posizioni più importanti.

Dunque, la decisione se proseguire o meno con la specialistica dipende dalle inclinazioni personali e dalle aspirazioni professionali. Se hai conseguito la magistrale e vuoi lanciarti subito nel mondo del lavoro, senza per questo rinunciare ad affinare le tue competenze, i corsi di laurea magistrale a Caserta ti consentono di conciliare entrambe le cose, senza dover sacrificare nulla. Le lezioni sono disponibili sulla piattaforma online e possono essere seguite in qualsiasi momento della giornata e da qualsiasi dispositivo.

Se desideri ulteriori informazioni non esitare a compilare il form qui presente: i nostri specialisti dell’orientamento ti ricontatteranno senza impegno.

Credits: [AllaSerebrina]/DepositPhotos.com

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Hai perso il lavoro? I consigli per reagire nel modo giusto

Che tu sia stato licenziato, abbia visto i tuoi turni ridimensionati o il mancato rinnovo del contratto, perdere il lavoro è una delle esperienze più stressanti della vita. A parte l’ovvia angoscia finanziaria che può causare, lo stress di perdere un lavoro può anche mettere a dura prova l’umore, le relazioni e la salute mentale ed emotiva generale.

Il nostro lavoro spesso va oltre il modo in cui ci guadagniamo da vivere. Influenza il modo in cui vediamo noi stessi e il modo in cui ci vedono gli altri. Anche se non ami il tuo lavoro, probabilmente ti ha fornito uno sbocco sociale e ha dato uno scopo e un significato alla tua vita. Trovarti improvvisamente senza lavoro può farti sentire ferito, arrabbiato o depresso. Potresti mettere in dubbio la tua identità, soffrire per tutto ciò che hai perso o sentirti in ansia per ciò che riserva il futuro.

Potresti sentirti tradito dal tuo datore di lavoro, impotente sulla direzione della tua vita, o incolpare te stesso per qualche difetto o errore percepito. Lo stress e la preoccupazione possono sembrare opprimenti. Ma non importa quanto le cose possano sembrare deprimenti in questo momento, c’è sempre speranza. Con il tempo e il giusto atteggiamento, puoi venire a patti con queste battute d’arresto, alleviare lo stress e l’ansia e andare avanti con la tua vita lavorativa.

Elabora il dolore

Il dolore è una risposta naturale alla perdita. Oltre alla perdita di reddito, la mancanza di lavoro comporta anche altre perdite importanti, alcune delle quali possono essere altrettanto difficili da affrontare:

  • La perdita del controllo sulla tua vita.
  • Dell’identità professionale.
  • Dell’autostima e fiducia in te stesso.
  • Della routine quotidiana.
  • Delle amicizie lavorative.

Sebbene ognuno elabori il dolore in modo diverso, ci sono modi sani e malsani per piangere la perdita del lavoro. Concediti il ​​tempo di adattarti: il lutto per la perdita del lavoro e l’adattamento alla disoccupazione possono richiedere tempo. Esprimi su carta tutto ciò che provi sull’essere licenziato o disoccupato, comprese le cose che avresti voluto dire al tuo ex capo. Ciò è particolarmente catartico se la tua risoluzione è stata gestita in modo insensibile.

Sebbene sia importante riconoscere quanto possano essere difficili la perdita del lavoro e la disoccupazione, è altrettanto importante evitare di crogiolarsi. Piuttosto che soffermarsi sulla perdita del lavoro – l’ingiustizia, quanto male è stata gestita, i modi in cui avresti potuto prevenirla o quanto sarebbe stata migliore la vita se non fosse accaduto – prova ad accettare la realtà. Prima lo fai, prima puoi andare avanti con la prossima fase della tua vita.

Evita di farti abbattere dai sensi di colpa: avrai bisogno di tutta la tua autostima per trovare un nuovo lavoro. Sfida ogni pensiero negativo che ti passa per la testa. La maggior parte delle persone di successo ha subito gravi battute d’arresto nella propria carriera, ma ha cambiato le cose riprendendosi, imparando dall’esperienza e riprovando. Puoi fare lo stesso.

I sentimenti generati dalla perdita di un lavoro sono più facili da accettare se riesci a trovare la lezione nella tua perdita. Può essere molto difficile in un momento così basso della tua vita, ma chiediti se c’è qualcosa che puoi imparare da questa esperienza. Forse la tua disoccupazione ti ha dato la possibilità di riflettere su ciò che vuoi dalla vita e ripensare alle tue priorità di carriera. Forse ti ha reso più forte. Se guardi, potresti essere in grado di trovare qualcosa di valore.

Rafforza i rapporti interpersonali

La tua reazione naturale in questo momento difficile potrebbe essere quella di allontanarti dagli amici e dalla famiglia per vergogna o imbarazzo. Ma non sottovalutare l’importanza delle altre persone quando devi affrontare lo stress della perdita del lavoro e della disoccupazione. Il contatto sociale è l’antidoto della natura allo stress. Niente funziona meglio per calmare il tuo sistema nervoso che parlare faccia a faccia con un buon ascoltatore, che ascolti attentamente senza distrarsi o giudicare.

Quando perdiamo il lavoro, molti di noi perdono anche le amicizie e i social network che si sono costruiti sul posto di lavoro. Ma non è mai troppo tardi per espandere la propria rete di contatti al di fuori del lavoro. Può essere cruciale sia per aiutarti a far fronte allo stress della perdita del lavoro, sia per trovare un nuovo lavoro.

Il networking può sembrare intimidatorio o difficile, soprattutto quando si tratta di trovare un lavoro, ma non deve esserlo, anche se sei un introverso o ti sembra di non conoscere molte persone.

La disoccupazione colpisce l’intera famiglia, quindi non cercare di affrontare i tuoi problemi da solo. Mantenere segreta la tua perdita di lavoro non farà che peggiorare la situazione. Il sostegno della tua famiglia può aiutarti a sopravvivere e prosperare, anche in questo momento difficile.

Trova altri modi per definire te stesso

Per molti di noi, il nostro lavoro modella la nostra identità e definisce chi siamo. Dopotutto, quando incontri qualcuno di nuovo, una delle prime domande che ti fanno è: “Cosa fai?”. Quando perdiamo il lavoro, sentiamo una perdita di noi stessi. Ma è importante ricordare che essere disoccupati non deve definire chi sei come persona. Sta a te definire te stesso, non lo stato dell’economia o la decisione di un’azienda di licenziarti.

Perseguendo hobby, attività e relazioni significative, puoi riaffermare che sono queste cose a definirti come individuo, non il tuo stato lavorativo. Abbiamo tutti modi diversi di sperimentare il significato e la gioia, quindi scegli qualcosa che è importante per te.

Se hai trascurato le attività esterne a favore del lavoro, ora è il momento di seguire un corso, unirti a un club o imparare qualcosa come una lingua straniera o nuove abilità lavorative. In un momento in cui i soldi possono essere scarsi, cerca eventi e attività a cui non sia caro partecipare.

Rimani positivo durante la ricerca del lavoro

Se impieghi più tempo del previsto per trovare lavoro, i seguenti suggerimenti possono aiutarti a rimanere concentrato e ottimista.

Quando non hai più un lavoro a cui riferire ogni giorno, puoi facilmente perdere la motivazione. Tratta la tua ricerca di lavoro come un lavoro, con un orario di “inizio” e “fine” giornaliero, con orari regolari per l’esercizio e il networking. Seguire un programma prestabilito ti aiuterà a essere più efficiente e produttivo.

Evita di essere sopraffatto suddividendo i grandi obiettivi in ​​piccoli passi gestibili. Invece di provare a fare tutto in una volta, stabilisci delle priorità. Se non hai fortuna nella ricerca di lavoro, prenditi del tempo per ripensare ai tuoi obiettivi.

Non puoi controllare la velocità con cui un potenziale datore di lavoro ti richiama o se decide o meno di assumerti. Piuttosto che sprecare la tua preziosa energia preoccupandoti di situazioni che sono fuori dalle tue mani, rivolgi la tua attenzione a ciò che puoi controllare durante la disoccupazione, come apprendere nuove abilità, scrivere una lettera di presentazione e un curriculum e organizzare incontri con i tuoi contatti di rete.

Imparando a gestire i pensieri fastidiosi, lo stress e le emozioni difficili, troverai più facile seguire le intenzioni positive e riprendere il controllo della tua ricerca di lavoro.

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Come diventare project manager: studi e possibilità

Forse non li abbiamo sempre chiamati “responsabili di progetto”, ma dalla costruzione delle piramidi, qualcuno ha dovuto occuparsi della pianificazione, del budget e della delega delle responsabilità alla base della realizzazione di un progetto.

Negli ultimi anni, la gestione dei progetti è diventata una professione distinta in cui molti trovano successo. Nuove posizioni stanno emergendo così velocemente che il Project Management Institute ha rilevato che la crescita dell’occupazione ha superato le proiezioni per il 2020 già nel 2017.

Sia che tu stia iniziando la tua ricerca su un possibile cambiamento di carriera o ti stia preparando per una nuova posizione lavorativa, è importante avere una conoscenza di base di questa occupazione in rapida crescita.

Cosa significa in realtà essere un project manager?

In senso lato, i project manager (PM) sono responsabili della pianificazione, dell’organizzazione e della direzione del completamento di progetti specifici per un’organizzazione, garantendo nel contempo che questi progetti siano puntuali, nel budget e nell’ambito.

Supervisionando progetti complessi dall’inizio alla fine, i project manager hanno il potenziale per modellare la traiettoria di un’organizzazione, contribuendo a ridurre i costi, massimizzare l’efficienza dell’azienda e aumentare i ricavi.

I doveri esatti di un project manager dipenderanno dal settore, dall’organizzazione e dai tipi di progetti che un PM ha il compito di supervisionare. Ma in generale, tutti i project manager condividono le responsabilità in ciò che viene comunemente definito “ciclo di vita del progetto”, che consiste in cinque fasi (o processi):

  • avvio
  • pianificazione
  • esecuzione
  • monitoraggio e controllo
  • conclusione

Anche se può essere allettante pensare a queste fasi come periodi in successione, in realtà non lo sono. Piuttosto, questi sono processi a cui i project manager ritornano continuamente per tutta la vita di un progetto.

I project manager efficaci hanno bisogno di qualcosa di più del know-how tecnico. Il ruolo richiede anche una mentalità aziendale strategica, capacità di team building, problem solving e capacità di gestire gli imprevisti. A livello base, i project manager devono mostrare leadership, essere in grado di motivare i membri del team, stabilire le priorità e risolvere i problemi. L’adattabilità è un’altra delle competenze chiave che i project manager devono padroneggiare per avere successo.

Un’altra abilità importante è capire l’allocazione delle risorse, essere in grado di determinare la corretta tempistica delle risorse necessarie all’interno della pianificazione del progetto.

Quali sono le responsabilità di un project manager?

Le attività specifiche di cui deve occuparsi un project manager varieranno sostanzialmente a seconda della tipologia di progetto. Detto questo, ci sono una serie di compiti generali che ogni buon project manager può aspettarsi di svolgere quotidianamente. Questi includono:

  • Comunicare con i membri del team: il Project Management è tutto incentrato sulla comunicazione, tramite e-mail, chiamate, check-in giornalieri o riunioni del team. I project manager devono comunicare regolarmente con i membri del loro staff per determinare lo stato dei vari progetti e potenziali ostacoli che dovranno essere risolti.
  • Comunicazione con le parti interessate chiave: altrettanto importante quanto comunicare con il team è aggiornare regolarmente le parti interessate chiave sull’avanzamento del progetto e garantire che il progetto sia ancora in linea con le mutevoli iniziative dell’azienda. Questa comunicazione può assumere molte forme, inclusi rapporti settimanali o mensili, dashboard regolarmente aggiornati o e-mail, chiamate o riunioni rapide. Indipendentemente dal mezzo, acquisire dimestichezza con la comunicazione con i dati è un’abilità essenziale.
  • Identificazione e risoluzione dei problemi: nel corso di qualsiasi progetto, è normale che sorgano problemi di ambito, budget o allocazione delle risorse. È compito del project manager garantire che questi problemi vengano risolti in modo efficace al fine di mantenere il progetto in carreggiata.
  • Budgeting: per progetti su piccola scala, la stima dei costi può essere un’attività settimanale o addirittura mensile. Ma per progetti più grandi con molte spese diverse da tenere a mente, i project manager possono dedicare del tempo a rivedere i budget ogni giorno per assicurarsi che il progetto non superi le allocazioni delle risorse. Ciò può includere anche la revisione, l’elaborazione e l’approvazione di fatture da fornitori esterni se il progetto include tali partnership.
  • Gestione del tempo e approvazione: per garantire che il progetto rimanga sulla buona strada, molti project manager si rivolgono a software di gestione del progetto che consente loro di vedere come nello specifico come viene impiegato il tempo. Oltre a garantire che il progetto proceda come pianificato, questo aiuta i project manager a spostare le risorse tra i progetti, se necessario.
  • Team building: un buon project manager farà di più che gestire semplicemente le fasi di un progetto: si occuperà anche della squadra di lavoro per mantenerla produttiva e felice.

Come si diventa Project Manager?

I project manager coprono un’ampia gamma di settori, dall’ingegneria ai servizi finanziari . Ogni azienda vuole contenere i costi senza abbassare gli standard e i project manager aiutano a renderlo possibile.

Non esiste un unico percorso per diventare un project manager. Tuttavia, molti hanno un background ingegneristico o operativo. Ma questo non significa che devi essere tecnico per diventare un project manager.

Un percorso nel ramo ingegneristico o economico permette di acquisire le competenze chiave che sono alla base del ruolo del project manager. Durante il percorso accademico, le competenze formative da acquisire saranno davvero molte, non solo teoriche e pratiche, ma anche organizzative e gestionali, passando per quelle economiche e legali, ma anche comunicative e relazionali. Una formazione completa è assolutamente necessaria per ricoprire tale ruolo.

Il master online in Project Management dell’Università Telematica Niccolò Cusano, risponde all’esigenza di realizzare un percorso di alta formazione finalizzato a fornire la conoscenza del Project Management nel rispetto dei principali standard internazionali. Un master così formulato può aumentare le tue possibilità di carriera e crescita professionale, e ti dà anche la possibilità di formarti al fianco di professionisti qualificati.

Si tratta di una formazione estremamente al passo coi tempi, sia a livello teorico che pratico, con lo scopo di formare professionisti che saranno perfettamente in grado di ricoprire ruoli di direzione e responsabilità nella gestione di progetti di varia natura, anche molto complessi e presso imprese multinazionali.

Il campo della gestione dei progetti è in continua crescita, tanto che il Project Management Institute prevede la creazione di 2,2 milioni di nuovi posti di lavoro orientati al project management ogni anno fino al 2027.

Con questo tipo di opportunità all’orizzonte e con tutte le possibilità di sviluppo per i manager che ne derivano, non c’è da meravigliarsi se sempre più persone decidano di avviare la carriera di project manager.

Credits immagine: Depositphotos/Nikodash

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Come ordinare la stanza in cui studi (e perché l’ordine migliora la produttività)

A volte, dove studi è importante quanto ciò che studi.

Numerosi studi hanno dimostrato che il luogo, o “contesto”, in cui si studia influisce sul modo in cui vengono memorizzate le informazioni. Questa è una cosa facilmente dimostrabile, dal momento che chiunque ha provato a leggere in un bar rumoroso o mentre un compagno di stanza si esercitava con la chitarra.

Come studente universitario, il tuo spazio di studio è il tuo santuario. Ma per svolgere al meglio il tuo lavoro, devi limitare le distrazioni e rendere più facile trovare ciò di cui hai bisogno. Perché dovresti tenerlo sempre ordinato? Te lo spieghiamo in questo articolo.

Perché è importante studiare nell’ordine?

Psicologi e ricercatori hanno scoperto che tra i fattori esterni che influiscono sulla nostra produttività, ne spicca uno: il disordine. In un articolo pubblicato sul The Journal of Neuroscience, i ricercatori del Princeton University Neuroscience Institute hanno pubblicato i risultati di uno studio condotto sulla vita organizzata e disordinata:

Più stimoli presenti nel campo visivo contemporaneamente competono per la rappresentazione neurale sopprimendo reciprocamente la loro attività attraverso la corteccia visiva, fornendo un correlato neurale per la limitata capacità di elaborazione del sistema visivo.”

I ricercatori hanno scoperto che quando c’erano troppe cose in vista, per le persone era decisamente più difficile essere produttive. È un circolo vizioso, perché questo si traduce in livelli inferiori di produttività e ancora più disordine. Fondamentalmente, il disordine faceva perdere la concentrazione e la capacità di elaborazione del cervello alle persone, anche quando erano abituate a lavorare in un’area più disordinata.

Non è raro entrare in una stanza e trovare la scrivania sommersa da laptop, penne, carta, taccuini, bigiotteria, occhiali, tazze da caffè e oggettistica varia tra le pile di appunti e libri. Avere una scrivania o una stanza disordinata non solo renderà più difficile trovare il materiale di studio, ma può facilmente stressare e diventare un alibi per la procrastinazione. La tua prima priorità quando allestisci uno spazio di studio dovrebbe essere quella di organizzare tutto il più possibile.

Come ordinare al meglio lo spazio di studio?

Se ti sei iscritto all’Unicusano di Caserta, hai il grande vantaggio di poter studiare da casa, ma devi essere anche in grado di gestire al meglio quest’opportunità per trarne profitto.

Innanzitutto, se il tuo spazio di studio coincide con la camera da letto, assicurati di creare un confine chiaro tra l’area che studi e il resto dello spazio. La ricerca mostra che dimentichiamo le cose più facilmente se ci muoviamo in spazi diversi, quindi cerca di confinare tutto ciò di cui hai bisogno per studiare nella tua area studio.

Tenere alla larga le distrazioni è un ottimo modo per non essere distratti da telefonate, notifiche e quant’altro. Televisione, computer e telefoni sono le distrazioni più ovvie da evitare. Se hai bisogno di usare un laptop, prova a scaricare un’app come SelfControl che ti impedisce di accedere a siti Web che distraggono per un determinato periodo di tempo. Per quanto riguarda il telefono, spegnilo o almeno attiva la modalità aereo. Anche solo sapere che è lì, e che potrebbero arrivare messaggi o Mi piace su Instagram, influenzerà la tua concentrazione. Disattivarlo può essere mentalmente liberatorio, quindi, a meno che non ti aspetti una chiamata importante, fallo ogni volta che ti siedi a studiare.

Le persone sono naturalmente attratte dalla luce naturale. Può creare o distruggere uno spazio, come sa chiunque abbia lavorato sotto i fluorescenti per nove ore al giorno. Anche un po’ di luce naturale, riflessa da uno specchio del corridoio, può portare in una stanza un vero calore e vitalità, necessarie per rendere al meglio lo spazio studio. Se invece devi affidarti alla luce artificiale, presta attenzione a dove posizioni e posizioni le luci. Per la lettura, può essere efficace avere una fonte di luce indiretta, meglio se soffusa. Una luce eccessiva, oltre ad affaticare gli occhi, può sovrastimolare e contribuire all’insorgere di stress e mal di testa.

La quantità di rumori che risuona nel tuo spazio di lavoro è un aspetto importante. Alcune persone scopriranno di aver bisogno del rumore di fondo per svolgere qualsiasi lavoro, mentre altre trarranno beneficio da un silenzio perfetto. Qualunque sia la tua preferenza, dovresti cercare di trovare un luogo in cui il rumore sia coerente e adatto ai tuoi gusti. Molti studenti trovano estremamente efficace attrezzare la loro area studio con una macchina o programma per il rumore ambientale.

Anche le piante possono contribuire ad aumentare il comfort dello spazio di lavoro. Secondo uno studio pubblicato dalla Nasa nel 1989, alcune piante d’appartamento possono migliorare la qualità dell’aria interna, ricreando uno spazio di studio più sereno apportando un tocco di verde. Se vivi nel tuo spazio di studio designato, acquista una pianta d’appartamento a bassa manutenzione, come l’aloe o una qualsiasi pianta grassa. Basta annaffiarla poche volte per rendere il tuo ambiente più tranquillo e più facile da respirare.

Un orologio dovrebbe essere facilmente visibile da ogni lato dell’area studio, idealmente uno digitale di facile lettura e non uno smartphone (altrimenti potresti non essere in grado di controllare l’ora senza controllare anche il feed dei social). È anche utile tenere a portata di mano un programma di revisione in modo da sapere sempre cosa dovresti fare e quanto tempo dovresti dedicarci.

Allestire uno spazio produttivo e ben organizzato è solo metà della battaglia: mantenerlo sempre organizzato è una delle sfide più grandi. La psicologia ci aiuta a capire che possiamo aiutare il nostro cervello ad essere più produttivo semplicemente attraverso l’ordine e l’organizzazione.

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Le 7 cattive abitudini degli studenti universitari (e come cambiarle)

1. Procrastinare e gestire male il tempo

Rimandare gli impegni di studio a data da destinarsi, oppure gestire male il tempo a disposizione, è quasi un peccato capitale nel contesto accademico.

 “Se solo avessi più tempo, allora potrei…” è una frase che tutti pensano almeno una volta. Ma mettere le proprie ambizioni e le proprie responsabilità in attesa, mentre il tempo continua a ticchettare, significa aspettare ancora per molto tempo. Impara a sfruttare al meglio il tempo che hai.

È facile lasciarsi sopraffare da tutto ciò che bisogna portare a termine all’università, senza contare gli impegni professionali e personali. Per evitarlo, esamina ogni piano del corso all’inizio del semestre e pianifica in anticipo quanto dovrai studiare ogni settimana per potare a completamento l’intero materiale. Assicurati di lasciare del tempo in eccesso da dedicare al recupero, perché alcuni aspetti dello studio potrebbero richiedere più tempo del previsto.

2. Fare troppe pause (o troppo poche)

Soprattutto chi studia online sa bene quanto il tempo possa sfuggire di mano tra notifiche e distrazioni tecnologiche. Ciò non significa isolarsi dal mondo e tagliare ogni pausa, ma predisporre dei momenti da dedicare ai propri programmi preferiti e ai propri passatempi, da pianificare settimanalmente.

Evita lo zapping o la navigazione senza scopo sui social, che può essere una vera e propria perdita di tempo. Concentrati sui tuoi siti Web preferiti e premiati con un limitato relax online dopo aver trascorso un paio d’ore concentrato sui libri.

Infine, non permettere che sms e chat interrompano il tuo tempo di studio. Limita le chiacchiere virtuali alle pause di studio come ricompensa per il raggiungimento di obiettivi immediati. 

Sulla base di un test condotto su 221 dipendenti in un’università in Germania prima e dopo una vacanza di due settimane, i ricercatori hanno scoperto che il tempo libero aumenta le riserve di energia. Il cervello a riposo esercita meno sforzo per portare a termine un lavoro. La mancanza di tempo libero può determinare una minore produttività e il burnout.

3. Studiare con le persone sbagliate

Scegliere le persone giuste con cui studiare è un fattore importante per le prestazioni di apprendimento. Ad esempio, studiare con gli amici potrebbe essere un’ottima idea se tu e i tuoi amici siete abbastanza motivati ​​e sapete come sostenervi nelle parti più impegnative dello studio. 

Ma bisogna anche essere in grado di porre dei limiti se necessario. Se tu e il tuo compagno di studio finite per parlare di altri argomenti, potrebbe essere meglio studiare separatamente, o incontrarvi solo per mettervi alla prova con delle domande dopo che avrete imparato da soli il materiale.

4. Studiare fino all’ultima notte

Molti studenti fanno le ore piccole per studiare per scoprire che riescono a malapena a malapena a ricordare l’argomento d’esame il giorno successivo. In effetti, la ricerca suggerisce che il sonno migliora la capacità del cervello di ricordare le informazioni. In uno studio del 2006 su Current Biology, i ricercatori del sonno della Harvard Medical School hanno scoperto che i ricordi appresi miglioravano quando i partecipanti dormivano tra l’apprendimento e il test. 

Non solo gli studi accademici richiedono molto tempo, attenzione ed energia, ma il tuo cervello non funzionerà altrettanto bene senza una buona notte di sonno, il che metterà ulteriormente alla prova le tue possibilità di successo in sede d’esame.

Cosa fare il giorno prima dell’esame? Dedicati a qualcosa che ami come fare: una passeggiata o un pomeriggio fuori con gli amici andranno ugualmente bene. Crea una pagina con i punti principali da ricordare e rivedila solo la mattina del stessa dopo una bella colazione.

5. Studiare nel posto sbagliato

Regola generale: se ti addormenti quando leggi in un posto (ad esempio, il divano o il letto), questo non è il posto migliore per studiare. Lo stesso vale per un luogo con molte distrazioni, come la spiaggia.

Lavorare nella tua stanza può sembrare un’ottima idea all’inizio: è comoda e accogliente, c’è un facile accesso a tè e snack e non devi nemmeno vestirti. Ma è anche fonte di tantissime tentazioni. E, per di più, una giornata rinchiusi in una stanza senza senza vedere nessuno può accentuare la stanchezza e lo stress, perché sarà difficile rilassarsi e staccare la spina alla fine della giornata. 

Alcuni studenti hanno bisogno di un ambiente più stimolante per concentrarsi: devi testare diverse atmosfere e scegliere il posto giusto dove massimizzare lo studio.

6. Trascurare uno stile di vita sano

Sebbene ritagliarsi abbastanza tempo per affrontare gli studi online sia una sfida, è ugualmente impegnativo e importante assicurarsi il tempo per una buona alimentazione e per l’esercizio fisico.

 Saltare l’allenamento per studiare di più può sembrare una buona idea, ma la ricerca mostra che è controproducente. L’esercizio aumenta il flusso sanguigno all’ippocampo, secondo uno studio in Proceedings of the National Academy of Sciences (Vol. 194, No. 13). Altri studi hanno anche dimostrato che le persone che si allenano regolarmente ottengono risultati migliori nei test di memoria e hanno livelli di stress inferiori. 

All’inizio può sembrare difficile trovare il tempo per l’esercizio, ma ogni attività fisica fa la differenza. Basta anche fare una pausa di 20 minuti intorno all’isolato: ti libererà la mente dallo stress della giornata lavorativa e ti preparerà per lo studio.

Con tempo e denaro a corto di risorse, gli studenti tendono a saltare il pranzo o ripiegano sul distributore automatico per uno spuntino veloce. Tuttavia, i cibi ricchi di grassi e ipocalorici non forniscono l’energia necessaria per lavorare in modo efficace e possono anche mettere a dura prova il cervello. Meglio puntare su cibi ricchi di acidi grassi omega-3, che si trovano nel salmone, nelle noci e nei kiwi, migliorare l’apprendimento e la memoria.

7. Ricorrere alla caffeina per risolvere tutti i problemi

Una tazza di caffè, o anche la Red Bull in tempi veramente disperati, può fare miracoli per affinare il tuo pensiero e aiutarti a superare grandi quantità di lavoro. Ma, superata una certa soglia, non farà molta differenza anzi, potrebbe accentuare il nervosismo e lo stress. Un eccesso di caffeina disturba anche gli schemi di sonno.

Se trovi difficile concentrarti, prova a fare più esercizio: è stato scientificamente dimostrato più e più volte che aumentare la frequenza cardiaca per mezz’ora un paio di volte al settimana fa miracoli per l’umore, il sonno e la concentrazione.

Prenditi del tempo per sperimentare le abitudini che funzionano meglio per te. Il passo successivo sarà quello di metterle in pratica finché non saranno naturalmente integrate nel tuo metodo di studio.

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Vale la pena laurearsi in ingegneria? Cosa sapere prima di iscriverti

Albert Einstein disse: “Gli scienziati indagano su ciò che già è; gli ingegneri creano ciò che non è mai stato”. È “scienza” descrivere la radiazione elettromagnetica, ma è “ingegneria” costruire una radio o una TV. Molte delle cosiddette “meraviglie della scienza moderna” sono davvero meraviglie dell’ingegneria moderna.

Non stupisce che le immatricolazioni in ingegneria non siano toccate da alcuna flessione, nonostante le difficoltà legate a questo tipo di percorso. Quelli che seguono sono i fattori di spinta principali per coloro che stanno pensando di studiare ingegneria.

Acquisizione di competenze trasferibili

È pur vero che l’ingegneria, in quanto combinazione di scienza e tecnologia, si concentra sulla progettazione di motori, macchine, strutture e sistemi elettrici, ma ciò non significa che il percorso di studio si limiti ai principi della matematica.

Durante il percorso accademico sarai in grado di sviluppare competenze trasferibili alla maggior parte dei settori, come il problem solving, il processo decisionale, la gestione dei progetti, il lavoro di squadra e le capacità comunicative.

Queste le competenze trasversali che potrai acquisire con l’ingegneria:

  • Pianificazione. Qualsiasi tipo di lavoro ti richiedere di eseguire un progetto in modo efficace. E ciò significa ottimizzare tempi e costi. Quindi, oltre a gestire il tuo tempo e pianificare il tuo lavoro, questo significa capire come bilanciare diverse esigenze, come costo, qualità e velocità.
  • Attenzione ai dettagli. In ingegneria questo aspetto è particolarmente importante, poiché un piccolo errore può avere conseguenze notevoli.
  • Comunicazione e lavoro di squadra. A prescindere dal corso che sceglierai, i tuoi studi ti porteranno a relazionarti con altri studenti su progetti pratici di varia durata. Dal momento che non puoi scegliere i tuoi compagni di corso (così come i tuoi colleghi), devi dimostrare la tua capacità di lavorare bene in team, necessaria per conseguire ottimi risultati.
  • Competenze informatiche. Anche al di fuori del ramo informatico, ti ritroverai ad utilizzare i computer per una gamma di applicazioni più ampia rispetto ad altri corsi. Anche se queste abilità non sono direttamente applicabili a un lavoro che ti interessa, dimostreranno la tua alfabetizzazione informatica e la tua capacità di apprendimento.

Apprendimento continuo

Il mercato tecnologico è in continua evoluzione quindi, in qualità di ingegnere, dovrai stare al passo con i cambiamenti. Ciò implica una vita di apprendimento continuo per adattarsi ai cambiamenti della società e del mondo naturale. I migliori ingegneri non sono mai soddisfatti del proprio livello di conoscenza, sono mossi da costante curiosità e vogliono indagare fino a fondo nei fenomeni.

Inoltre, emergono costantemente nuovi campi (nanotecnologia, biotecnologia, tecnologia dell’informazione e genetica sono esempi recenti), con molti problemi che richiedono che gli ingegneri lavorino, e quindi apprendano, oltre i confini standard delle discipline ingegneristiche.

Con il termine di apprendimento continuo non si intende necessariamente il conseguimento di ulteriori titoli di studio, ma anche corsi formativi, letture, la partecipazione a progetti stimolanti o l’adesione a un’organizzazione professionale.

Esposizione internazionale

Le materie tecniche e le competenze acquisibili con l’ingegneria sono applicabili in qualsiasi Paese e cultura in tutto il mondo. Questo potrebbe offrirti l’opportunità di esplorare il mondo, lavorare in team multiculturale e scambiare idee con ingegneri di aziende internazionali. La scelta di aprirsi al mercato internazionale rappresenta anche una preziosa opportunità per allacciare contatti internazionali nel settore e potenziare il networking.

Alto potenziale di reddito

Uno dei principali vantaggi dello studio dell’ingegneria riguarda la sicurezza finanziaria derivante dal lavorare come ingegnere. Gli stipendi iniziali per gli ingegneri sono tra i più alti previsti per qualsiasi tipo di lavoro.

Un ingegnere guadagna in media 38.000 euro lordi all’anno (circa 1.950 euro netti al mese), con una media che può oscillare da uno stipendio minimo di 17.000 € lordi all’anno, ad uno  stipendio massimo che può superare i 125.000 € lordi all’anno.

Su ciò ha molto peso l’esperienza e la formazione aggiuntiva. Un Ingegnere entry level (con meno di 3 anni di esperienza lavorativa) può aspettarsi uno stipendio medio complessivo di circa 27.000 € lordi all’anno. Un Ingegnere con 4-9 anni di esperienza, può avere uno stipendio medio di circa 42.000 €, mentre un Ingegnere senior con 10-20 anni di esperienza guadagna in media 68.000 €. Un Ingegnere a fine carriera con più di 20 anni di esperienza si può attendere una retribuzione media complessiva di 86.000 €.

Vale la pena diventare ingegnere?

Il comparto dei servizi professionali di ingegneria è quello che risente meno delle crisi socio economiche, tanto da essere alla continua ricerca di risorse.

Come dimostra il monitoraggio dei bandi di gara 2020 realizzato dalla Fondazione CNI – Consiglio Nazionale degli Ingegneri, le aziende hanno investito oltre un miliardo e 600 mila euro nella ricerca di professionisti del settore.

Stando ai numeri riportati da UnionCamere, il triennio 2020-2023, comporterà una domanda di laureati in ingegneria tra 127mila e 136mila lavoratori. In particolar modo, il settore legato al Machine Learning e all’Intelligenza Artificiale sarà destinato a crescere nei prossimo anni, portando alla richiesta di ingegneri formati.

Diventare un ingegnere è un compito difficile, ma i vantaggi sono così tanti da offuscare i tanti sacrifici che ti aspettano durante il percorso. Se vuoi laurearti mantenendo la tua libertà lavorativa, puoi iscriverti alla Facoltà di Ingegneria a Caserta, che ti consente di conciliare studio ed impegni personali senza dover rinunciare a nulla.

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Sociologia o scienze della comunicazione? Come valutare una scelta

La nostra capacità di comunicare idee complesse è una delle caratteristiche più avvincenti che contraddistingue l’umanità. Non solo possiamo comunicare da una persona all’altra, ma da una città all’altra e persino in tutto il mondo, coprendo migliaia di chilometri e colmando le lacune linguistiche e culturali. Non siamo l’unica specie in grado di comunicare, ma la scienza deve ancora scoprire un’altra specie che possieda le complesse strategie di comunicazione sviluppate dagli esseri umani.

I percorsi di laurea in Scienze della Comunicazione e Sociologia, si concentrano entrambi su come comunicano gli esseri umani e sull’effetto della comunicazione sulla società in generale. Sebbene entrambi questi percorsi condividano un interesse simile, i piani di studio specifici presentano differenze vitali. Continua a leggere per saperne di più su entrambi i programmi, compresi gli sbocchi occupazionali e cosa li distingue.

Panoramica sulla laurea in comunicazione

Attraverso la laurea in Scienze della Comunicazione, gli studenti imparano ad utilizzare il linguaggio per connettersi con diverse tipologie di persone, media e altre parti interessate del messaggio. Gli studenti di comunicazione applicano abilità di scrittura e conversazione per trasmettere informazioni o creare contenuti che parlano a un determinato gruppo demografico.

La peculiarità dei percorsi formativi in Scienze della Comunicazione sta proprio nella trasversalità dell’insegnamento e nella multidisciplinarità: si spazia dalla psicologia all’economia, dalla sociologia all’analisi dei dati, senza perdere mai di vista i processi di interazione umana, alla base di tutti gli insegnamenti.

Cosa fanno i laureati in Comunicazione?

Con una laurea in comunicazione, i laureati possono avviare una carriera nel giornalismo come reporter o editorialista, o in qualsiasi contesto web in cui sia richiesta padronanza e approfondita conoscenza delle dinamiche sociali, culturali, giuridiche, tecnologiche ed economiche.

Alcuni laureati entrano nel marketing, dove possono creare contenuti per aziende e pubblicità. Altri scelgono le pubbliche relazioni, dove possono redigere comunicati stampa per aiutare a promuovere un’organizzazione. Tutti questi lavori richiedono una forte conoscenza della semantica; una comprensione della comunicazione sia tradizionale che digitale; e la capacità di trasformare idee complesse in messaggi chiari e convincenti.

Tipi i principali sbocchi professionali citiamo:

  • Giornalismo. I giornalisti ricercano e scrivono storie su tutti i tipi di argomenti. Intervistano le fonti, controllano i fatti e trascorrono del tempo sul campo per riportare le storie accuratamente al pubblico.
  • Pubbliche relazioni. Gli specialisti PR aiutano le organizzazioni a creare e mantenere un’immagine favorevole presso il pubblico. Ciò include la scrittura di comunicati stampa, la creazione di post sui social media e la creazione di un’identità che risuoni con i media e il pubblico.
  • Copywriter. Il copywriting implica la scrittura di un’ampia varietà di contenuti, inclusi annunci e materiali promozionali. I copywriter lavorano con altri membri del team per riflettere la voce di un marchio e creare contenuti che si connettano con un pubblico di destinazione.

Panoramica sulla laurea in sociologia

I percorsi in sociologia si focalizzano sulla capacità di studiare la società, il modo in cui interagiamo gli uni con gli altri e gli effetti che tali interazioni hanno sulla cultura in generale.

È un campo di ampio respiro, con molte altre discipline, come storia, scienze delle religioni e economia, racchiuse sotto il suo ombrello.

Il sociologo studia, infatti, le relazioni tra individuo e gruppi sociali che ne fanno parte, differenti per etnia, età, religione o cultura. Ma a quale scopo? Per risolvere i problemi sociali e prevedere i cambiamenti.

Cosa fanno i laureati in sociologia?

I laureati in sociologia spesso entrano in posizioni in cui possono mettere a frutto la loro comprensione della comunicazione e della ricerca.

Tra gli sbocchi occupazionali principali figurano:

  • Assistente sociale. Gli assistenti sociali si occupano delle fasce più vulnerabili della società, aiutandole a far fronte ai problemi quotidiani aiutandole nei loro bisogni.
  • Mediatore culturale. Al servizio di Enti ed Associazioni che si occupano di sviluppo del territorio e/o che sono attivi nell’ambito della promozione socio – culturale.
  • Editore, giornalista e scrittore.

Somiglianze e differenze tra una laurea in comunicazione e una laurea in sociologia

Le lauree in sociologia e comunicazione si concentrano entrambe sull’interazione umana e richiedono agli studenti di sviluppare forti capacità di scrittura e comprensione della lettura, nonché abilità interpersonali.

Sebbene l’interazione umana sia il fulcro di entrambe le lauree, ogni programma la affronta in modo diverso.

La laurea in comunicazione si concentra su come implementare le abilità linguistiche in diversi contesti verbali e scritti per influenzare il comportamento o documentare fatti. Questo percorso esamina anche la costruzione di messaggi in chiave marketing, facendo leva sui principi della psicologia.

La laurea in sociologia esamina gli effetti dell’interazione umana su individui, comunità o culture in generale. Questo corso di laurea è più focalizzato su tendenze generali rilevanti per il comportamento umano, che possono includere il modo in cui usiamo il linguaggio. Una laurea in sociologia consente agli studenti di risolvere i problemi delle classi sociali e aiutare le popolazioni vulnerabili.

I laureati in sociologia tendono a trovarsi in posizioni in cui possono assistere le persone o avere un impatto sulle politiche pubbliche. Potrebbero lavorare nei servizi umani, sociali o comunitari. I laureati in comunicazione, d’altra parte, tendono a carriere orientate al business che sfruttano le loro capacità verbali e di scrittura. Ciò può includere settori come la pubblicità, l’editoria, l’istruzione, i media e altro ancora.

Laurea in comunicazione vs laurea in sociologia : qual è la soluzione giusta per te?

Se stai cercando un corso di laurea che possa lanciarti nel marketing, una laurea in comunicazione potrebbe essere la soluzione per te. In alternativa, se ti interessa capire come gli eventi attuali influiscano sulla società, dovresti invece più orientarti verso la sociologia.

Nell’offerta formativa delle Facoltà dell’Università di Caserta troverai entrambi gli indirizzi,

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7 consigli per ottenere il tuo primo lavoro nel marketing

Hai letto libri, hai guardato video e ti sei convinto che il marketing possa essere la tua nuova strada professionale. Ora, tutto ciò che devi fare è pubblicare quel curriculum e aspettare, giusto?

Sfortunatamente, questo non ti aiuterà del tutto. Entrare nel marketing è facile. Ma come si fa a diventare grande? È un gioco diverso con le sue regole. E se guardi ai tassi di crescita previsti per il settore del marketing – un aumento fino al 10% entro il 2026 – non puoi permetterti di non essere esperto di queste regole.

Questa crescita potrebbe essere una buona notizia per l’economia, ma può creare sfide per il marketer principiante. Fortunatamente, ci sono alcuni trucchi che puoi usare per ottenere avere un vantaggio sulla concorrenza. Usa queste strategie per avviare (e migliorare) la tua carriera nel marketing e distinguerti dalla massa.

Sviluppa i tuoi punti di forza

Può essere scoraggiante guardare al marketing e pensare di dover padroneggiare appieno: analisi, dati, CRO, SEM, pubblicità, copywriting, SEO, community e altro ancora. Ma in realtà, per essere un marketer di successo, non è necessario essere esperti in ogni canale: saranno sufficienti una o due aree di competenza.

Tieni conto dei tuoi punti di forza individuali per scegliere un’area o due su cui concentrarti. Sperimenta una serie di abilità diverse per vedere qual è la soluzione migliore per te. Cerca di creare abitudini intorno a qualsiasi disciplina di marketing che ti entusiasma di più:

  • Se ti piacciono i video, scarica alcuni filmati e inizia a modificarli;
  • Se vuoi diventare un maestro SEO, prova a leggere quanti più contenuti possibili e acquista dei manuali e tutorial;
  • Se la scrittura è la tua passione, prenditi del tempo nel tuo calendario ogni giorno per sederti e scrivere.

Un buon marketer deve avere tutte le competenze e conoscenze base del marketing, ma per eccellere deve diventare esperto almeno in un canale principale.

Concentrati sulle abilità senza tempo

Ci sono alcune abilità che non diventeranno mai obsolete nel marketing. Solo per citarne alcune:

  • Comunicazione
  • Scrittura
  • Storytelling

Queste conoscenze saranno sempre preziose. Ad esempio, che si tratti di un post sul blog, di una copia per una pagina di destinazione o di didascalie per un video, la scrittura sarà sempre un’abilità chiave per i professionisti del marketing. Cerca di trovare occasioni nella vita di tutti i giorni che ti permettono di svilupparle. 

Per esempio:

  • Considera ogni tweet o email che invii come un’opportunità per migliorare le tue capacità di scrittura;
  • La prossima volta che parlerai con un agente del servizio clienti, pensa a come puoi rendere la tua comunicazione davvero chiara e facile da capire;
  • La prossima volta che componi uno stato su Facebook, pensa a come puoi raccontare in modo efficace la storia che stai cercando di condividere.

Acquisisci competenze collaterali

Grazie alla significativa crescita di richieste in questo campo, le opportunità nel marketing si stanno espandendo. Ma aumenta anche la concorrenza. Per distinguerti, devi specializzare il tuo bagaglio quanto più possibile. Come? Acquisendo competenze collaterali.

Quando si tratta di marketing, i progetti collaterali possono essere un ottimo modo per apprendere nuove competenze e abbracciare aree che potrebbero appassionarti. Quando si tratta di pensare a un progetto parallelo, ci sono tre regole da rispettare:

  1. Non deve fornirti da vivere. Puoi ancora mangiare se fallisce.
  2. Non ha una scadenza. E, poiché non c’è pressione sul tempo, ti puoi permettere di sperimentare e correre dei rischi.
  3. Deve trattarsi di un lavoro che ti appassiona. Quindi, quando ci dediche del tempo, è perché lo vuoi davvero, e ciò ti darà la motivazione necessaria per alimentarlo.

Considera che le tre principali competenze che i datori di lavoro richiedono dai nuovi marketer sono la pubblicità digitale, la creazione di contenuti e la strategia dei contenuti.

Resta aggiornato sul settore

Per eccellere in un settore specifico non basta essere creativi, bisogna anche vivere e respirare il settore. Specie nel marketing, un settore in continua evoluzione.

Le piattaforme che utilizziamo per raggiungere il nostro pubblico di destinazione, come Facebook, Instagram e Google, sono in costante aggiornamento, e le strategie che un giorno danno risultati, vanno ripensate il giorno dopo.

Spesso, i marketer di maggior successo riescono ad affermarsi perché amano ciò che fanno e si tengono sempre aggiornati sulle ultime tendenze, notizie e sviluppi del settore, seguendo blog o siti a tema.

Crea una rete

In alcuni settori, è più importante chi conosci che cosa fai. Ma nel marketing digitale, devi considerare entrambi. Del resto, i referral dei dipendenti sono ancora la strada principale per le nuove assunzioni. E, se sei un marketer inesperto, ciò può creare un ostacolo significativo all’avvio della tua carriera.

È quasi una gallina prima del problema delle uova. Come si incontrano le persone giuste se non si cha modo di conoscerle?  Non puoi far crescere la tua rete perché hai bisogno di una rete prima di apparire rispettabile e guadagnare la fiducia delle persone.

Fortunatamente, la soluzione per terminare questo ciclo è altrettanto semplice: Esci e guarda al mondo offline per rafforzare la tua rete online. Hai bisogno di incontrare persone del settore? Partecipa a riunioni e convegni locali e allaccia i rapporti online.

Fai crescere il tuo portfolio

Le tue abilità non possono crescere senza l’opportunità di affinarle. Ma non avrai molte opportunità finché non dimostrerai di avere già alcune delle abilità che devi migliorare.

Poiché non sei in grado di assicurarti opportunità, le tue capacità faticano a svilupparsi. Perdi ancora più opportunità future perché nessuno te ne darà una con cui iniziare. Questo avvia un ciclo autodistruttivo.

In un sondaggio del 2017, il 64,5% dei datori di lavoro ha indicato di preferire l’assunzione di candidati con esperienza lavorativa pertinente. Quindi, anche se entri nel campo del marketing attraverso un corso di specializzazione, dovrai comunque dimostrare di avere esperienza pratica.

Fortunatamente, c’è una soluzione semplice per interrompere il paradosso. Puoi offrirti come freelance volontario con un’organizzazione no-profit. Ciò contribuirà a espandere la tua rete e ad arricchire il tuo portfolio con lavori professionali.

Accetta i “NO”

Questo percorso non sarà sempre in discesa. Dalla presentazione di idee per i contenuti agli editori alla candidatura per vari ruoli e incarichi freelance, durante la tua carriera, sentirai diversi “No”.

Prendi questi rifiuti come punti di partenza: ogni “No” ti porta un passo più vicino al “Si”.  La maggior parte delle carriere richiede una buona dose di determinazione e grinta, specie nel marketing.

Tratta ogni “No” come un’opportunità per imparare e affinare le tue abilità.

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Quali sono le opinioni su Unicusano?

Chi può darti un feedback veritiero su un’università o un corso meglio di un ex studente? Le piattaforme online di recensioni raccolgono centinaia di opinioni sull’Università Niccolò Cusano, che ti aiuteranno a fare una scelta consapevole, sfatando al contempo molti luoghi comuni che tuttora riguardano le università telematiche.

Lasciamo la parola a chi ha frequentato Unicusano, per avere una panoramica di ciò che viene maggiormente apprezzato e per capire perché sia la scelta prediletta da molti studenti-lavoratori.

La parola agli studenti: insegnamento e supporto allo studente

In molti tendono a guardare con scetticismo alle università telematiche. Pensano che basti pagare per conseguire un titolo di studio e che quindi non è richiesto lo stesso impegno di un’università tradizionale. Niente di più sbagliato! Innanzitutto, l’Università Niccolò Cusano è riconosciuta a pieno titolo dal MIUR, e una laurea qui conseguita ha lo stesso valore di una laurea tradizionale. In secondo luogo, bisogna applicarsi per raggiungere buoni voti e i professori non regalano nulla in sede d’esame. E non siamo solo noi a dirlo:

Bisogna superare il cliché della università telematica obsoleta e facile. Questa università richiede impegno, ma questo è sufficiente, grazie al materiale a disposizione e all’organizzazione degli esami, e all’aiuto dei tutor, a conseguire in modo efficace un titolo di studio tanto desiderato.

Il corpo docenti è inoltre rigorosamente selezionato per rispondere a criteri di competenza e professionalità. Abbiamo i migliori professionisti del loro settore, sempre pronti a rispondere ai dubbi degli studenti e a rendersi disponili:

Ho incontrato molti professori disponibili, preparati e attenti alle esigenze di noi studenti. Sicuramente mi iscriverò alla Magistrale in questa sede.

Se in passato hai frequentato un’università tradizionale, sai bene cosa significa esser lasciati soli a se stessi durante il percorso universitario, senza riuscire ad entrare in contatto con un professore o senza essere in grado di risolvere un problema amministrativo. Nulla di tutto ciò accade all’Università Niccolò Cusano: lo studente sarà sempre affiancato sia dal punto di vista didattico che amministrativo:

Mi sono sempre sentito accompagnato e seguito nel raggiungimento degli obiettivi prefissati. Inoltre, la stesura dei testi e delle dispense da studiare sono e sono state comprensibilissime, adatte anche a chi ha abbandonato gli studi da molto tempo.

Massima disponibilità dei tutor e dei docenti che risultano essere molto preparati e attenti alle esigenze.

Gli studenti potranno infatti contare sul supporto del tutor, con competenze multidisciplinari, o del mentore, nel caso si decida di frequentare con la modalità del Percorso Eccellenza. Così facendo, avranno sempre qualcuno su cui contare in caso di necessità.

Opinioni Unicusano: flessibilità nella gestione del percorso universitario

C’è comunque una grossa facilitazione per gli studenti, che con Unicusano possono adattare il piano di studi in base ai propri ritmi e alle proprie necessità, senza dover rinunciare nemmeno agli impegni professionali. Per questo, è la scelta prediletta dai lavoratori che vogliono tornare sui libri per conseguire degli obiettivi accademici:

Lavoro ogni mattina, 6/7 e questa università mi sta permettendo di investire sul mio futuro per fare un giorno il lavoro dei miei sogni. Tutto ciò senza dover fare i salti mortali di trasferirmi altrove e farmi mantenere dalla mia famiglia (che non se lo può permettere). Così mi pago da solo, lavorando, gli studi. Gli esami online sono stati una manna dal cielo, spero che resti disponibile questa opzione anche a fine pandemia, mi permette di organizzare ancor meglio il lavoro.

La piattaforma basata sull’e-learning permette di studiare e seguire le lezioni a distanza, in qualsiasi giorno e momento della giornata. Basterà connettersi al sito ufficiale dell’ateneo per avere tutto il necessario a portata di clic. Una grande comodità per chi lavora ma anche per chi non vuole affrontare un percorso accademico da pendolare, con tutto lo stress e la perdita di tempo che questo comporta. Un sistema accademico basato sulla flessibilità, permette anche di adattare il piano di studi ai propri ritmi, scegliendo sempre quando dare gli esami:

Mi trovo BENISSIMO in questa università, esami predisposti in modo molto efficace, possibilità di dare 2 esami quasi ogni mese per laurearsi anche in meno dei soliti 3 anni richiesti in statale. Materiale sempre aggiornato, ben strutturato, esami coerenti con il materiale di studio.

Il materiale didattico, incluso nella retta, viene messo a disposizione sul portale Unicusano in formato digitale, liberamente scaricabile dagli iscritti. Anche questo ha riscontrato un grande successo per gli studenti, che non devono acquistare libri o trasportare pesi:

La didattica è ben strutturata ed i materiali a disposizione per lo studio coprono con precisione il programma della disciplina.

Se vuoi ricevere ulteriori informazioni (ad esempio su costi e dettaglio dei piani di studio), non esitare a contattare Unicusano tramite l’apposito form che trovi sul sito.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. I Vostri dati personali potranno, pertanto, essere da noi comunicati a destinatari esterni alla nostra struttura, fermo restando che nessuna diffusione è prevista di tali dati personali a soggetti indeterminati. Tali soggetti verranno nominati responsabile del trattamento. Conferimento dei dati personali e periodo di conservazione degli stessi Il conferimento da parte Vostra dei dati personali, fatta eccezione per quelli previsti da specifiche norme di legge o regolamento, rimane facoltativo. Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. Oltre ai diritti sopra elencati in qualità di interessati, nei limiti di quanto previsto dal nuovo regolamento europeo, potrete esercitare i diritti di limitazione del trattamento, di opposizione allo stesso ed il diritto alla portabilità esclusivamente per i dati personali da Voi forniti al titolare secondo l’art. 20 del regolamento citato. La informiamo inoltre che il base al Codice della Privacy e al nuovo regolamento europeo potrete proporre azioni a tutela dei Vostri diritti innanzi al Garante per la protezione dei dati personali, c.d. reclamo previsto dal all’art. 77 del predetto regolamento. Si informa infine che nei limiti nei quali sarà ritenuto applicabile al trattamento dei dati che Vi riguardano potrete esercitare un diritto di revoca del consenso al trattamento dei dati comunicando tale revoca al titolare del trattamento.

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